Io e i lemuri
Risorsa locale

Durrell, Gerald

Io e i lemuri

Abstract: Alla fine degli anni Ottanta Gerald Durrell intraprende una spedizione in Madagascar per catturare qualche esemplare di aye-aye, un lemure caratteristico della zona, e garantirne la riproduzione: "Lasciare che un essere così sorprendente e complesso si estingua è impensabile quanto bruciare un Rembrandt, trasformare la Cappella Sistina in una discoteca...".Giunto nell'isola, che gli appare come il profilo di una omelette mal rivoltata, Durrell si mette subito sulle tracce dei misteriosi lemuri. E dopo una visita al mercato locale, dove, sotto gli ombrelloni bianchi fitti come un campo di funghi, sono appesi polli simili a piumini viventi, salva il primo esemplare, altrimenti destinato alle pentole di un'abile massaia indigena. Con il suo incantevole humour, Durrell sa trasformare ogni aspetto dell'indagine scientifica in avventura, in racconto: anche lo studio del vocabolario dei lemuri, con i loro "pop", i miagolii e le fusa gattesche, gli uggiolii canini e i ringhi da tigre. I protagonisti sono sempre gli animali, osservati con occhio ironico e ammirato: flemmatiche oche egiziane in completo di tweed, pappagalli sfavillanti come bigiotteria a buon mercato, felini che paiono incarnare la versione malgascia della Pantera Rosa. E lo stesso occhio amabile e divertito si posa sugli umani, descritti in un compulsivo shopping natalizio tra bancarelle di scimmie infiocchettate e maialini multicolori.


Titolo e contributi: Io e i lemuri

Pubblicazione: Adelphi, 17/12/2024

EAN: 9788845917684

Data:17-12-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 17-12-2024

Alla fine degli anni Ottanta Gerald Durrell intraprende una spedizione in Madagascar per catturare qualche esemplare di aye-aye, un lemure caratteristico della zona, e garantirne la riproduzione: "Lasciare che un essere così sorprendente e complesso si estingua è impensabile quanto bruciare un Rembrandt, trasformare la Cappella Sistina in una discoteca...".Giunto nell'isola, che gli appare come il profilo di una omelette mal rivoltata, Durrell si mette subito sulle tracce dei misteriosi lemuri. E dopo una visita al mercato locale, dove, sotto gli ombrelloni bianchi fitti come un campo di funghi, sono appesi polli simili a piumini viventi, salva il primo esemplare, altrimenti destinato alle pentole di un'abile massaia indigena. Con il suo incantevole humour, Durrell sa trasformare ogni aspetto dell'indagine scientifica in avventura, in racconto: anche lo studio del vocabolario dei lemuri, con i loro "pop", i miagolii e le fusa gattesche, gli uggiolii canini e i ringhi da tigre. I protagonisti sono sempre gli animali, osservati con occhio ironico e ammirato: flemmatiche oche egiziane in completo di tweed, pappagalli sfavillanti come bigiotteria a buon mercato, felini che paiono incarnare la versione malgascia della Pantera Rosa. E lo stesso occhio amabile e divertito si posa sugli umani, descritti in un compulsivo shopping natalizio tra bancarelle di scimmie infiocchettate e maialini multicolori.

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