Vogliamo vivere! I Gruppi di Difesa della Donna a Milano, 1943-1946. Le reti femminili antifasciste all'origine dello stato sociale
Risorsa locale

Cairoli, Roberta - Fossati, Roberta - Migliucci, Debora

Vogliamo vivere! I Gruppi di Difesa della Donna a Milano, 1943-1946. Le reti femminili antifasciste all'origine dello stato sociale

Abstract: Chi erano, quante, e come si organizzarono sul territorio le migliaia di attiviste che parteciparono a i Gruppi di Difesa della Donna, nati nella Milano occupata e distrutta dalle bombe nell'autunno del 1943, con l'obiettivo di mobilitare il maggior numero di donne e coinvolgerle nella lotta di liberazione contro la repressione nazifascista. Si proponevano di coordinare le iniziative clandestine delle forze femminili già impegnate nella Resistenza – fino a quel momento sparse, isolate o individuali – e di organizzare e reclutare nuove volontarie. Nell'ultimo periodo di guerra, condividendo i rischi della illegalità e della clandestinità, le donne dei Gdd instaurarono una stretta collaborazione con il Comando Piazza e con il Corpo Volontari della Libertà (Cvl), preparando l'assistenza insurrezionale con le proprie infermiere e staffette, curando depositi di materiale, scorte di viveri, preparando alloggi e mense in relazione con il Cnl e il Clnai. Con l'uscita dalla clandestinità, dopo il 25 aprile 1945, i Gdd passarono il testimone all'Udi ( Unione Donne Italiane) e si espressero sul giornale "Noi donne". La sigla cambiava, ma, nella nuova prospettiva di pace e di ricostruzione, i soggetti femminili coinvolti nelle attività restavano in gran parte i medesimi. Accanto all'assistenza ai reduci dai campi di concentramento e di sterminio, queste attiviste maturavano il progetto già tratteggiato durante i 18 mesi di attività illegale dei Gdd, della costruzione di un welfare italiano di largo respiro e le attiviste presero la strada dell'assistenza sociale, del sindacato, dell'impegno politico, mentre alcune uscirono dalla vita politica diretta. Nel libro trovano spazio i nomi di molte di queste migliaia di donne e attiviste, che furono comuniste, socialiste, azioniste – da Ada Gobetti a Giovanna Boccalini Barcellona da Lina Fibbi a Gina Galeotti Bianchi, da Lina Merlin a Elena Dreher da Rina Picolato a Stellina Vecchio , da Francesca Ciceri a Lucia Corti– con i loro avventurosi e talvolta tragici percorsi biografici che disegnano un capitolo decisivo della storia politica e civile del Novecento.


Titolo e contributi: Vogliamo vivere! I Gruppi di Difesa della Donna a Milano, 1943-1946. Le reti femminili antifasciste all'origine dello stato sociale

Pubblicazione: Enciclopedia delle Donne, 24/11/2024

EAN: 9788899270599

Data:24-11-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe oppure con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 24-11-2024

Chi erano, quante, e come si organizzarono sul territorio le migliaia di attiviste che parteciparono a i Gruppi di Difesa della Donna, nati nella Milano occupata e distrutta dalle bombe nell'autunno del 1943, con l'obiettivo di mobilitare il maggior numero di donne e coinvolgerle nella lotta di liberazione contro la repressione nazifascista. Si proponevano di coordinare le iniziative clandestine delle forze femminili già impegnate nella Resistenza – fino a quel momento sparse, isolate o individuali – e di organizzare e reclutare nuove volontarie. Nell'ultimo periodo di guerra, condividendo i rischi della illegalità e della clandestinità, le donne dei Gdd instaurarono una stretta collaborazione con il Comando Piazza e con il Corpo Volontari della Libertà (Cvl), preparando l'assistenza insurrezionale con le proprie infermiere e staffette, curando depositi di materiale, scorte di viveri, preparando alloggi e mense in relazione con il Cnl e il Clnai. Con l'uscita dalla clandestinità, dopo il 25 aprile 1945, i Gdd passarono il testimone all'Udi ( Unione Donne Italiane) e si espressero sul giornale "Noi donne". La sigla cambiava, ma, nella nuova prospettiva di pace e di ricostruzione, i soggetti femminili coinvolti nelle attività restavano in gran parte i medesimi. Accanto all'assistenza ai reduci dai campi di concentramento e di sterminio, queste attiviste maturavano il progetto già tratteggiato durante i 18 mesi di attività illegale dei Gdd, della costruzione di un welfare italiano di largo respiro e le attiviste presero la strada dell'assistenza sociale, del sindacato, dell'impegno politico, mentre alcune uscirono dalla vita politica diretta. Nel libro trovano spazio i nomi di molte di queste migliaia di donne e attiviste, che furono comuniste, socialiste, azioniste – da Ada Gobetti a Giovanna Boccalini Barcellona da Lina Fibbi a Gina Galeotti Bianchi, da Lina Merlin a Elena Dreher da Rina Picolato a Stellina Vecchio , da Francesca Ciceri a Lucia Corti– con i loro avventurosi e talvolta tragici percorsi biografici che disegnano un capitolo decisivo della storia politica e civile del Novecento.

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