Waka. 100 poesie giapponesi dell'anno 1000
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AA.VV. - Brullo, Davide - Sabbatini, Fabrizia

Waka. 100 poesie giapponesi dell'anno 1000

Abstract: Nell'arte dello Waka, l'antica poesia giapponese, è riassunta la fragilità della carta, la ferocia della spada. Alambicco lirico, la poesia di 31 sillabe, impilata in cinque versi, al contempo apodittica e apocalittica, era praticata dai samurai, per affinare l'estro, e dai monaci, per rasentare l'illuminazione. Ne hanno scritto dame martoriate da amori ignobili e imperatori in esilio, immalinconiti nel valutare la vanità del potere. In pochi tratti, sorge un paesaggio, è stipulata una vendetta, si spalanca l'abisso dell'io. Queste poesie, che recano in sé l'azzardo delle imprese marziali – venivano impresse sui paraventi, ideate durante le competizioni letterarie bandite dall'imperatore del Giappone – sono piene di vento e di foglie, di fiori, di marosi, di maniche intrise di lacrime; di urla rattenute e di rapimenti estatici. L'Hyakunin Isshu, antologia di Waka ideata da Fujiwara no Teika nel XIII secolo, raccoglie "cento poesie di cento poeti": esige la predatoria pazienza di un giocatore di go, il coraggio di abbandonare gli ormeggi della ragione per gettarsi nell'istinto – e perdere tutto per l'ombra di un volto, la fugace apparizione della fanciulla tigre.


Titolo e contributi: Waka. 100 poesie giapponesi dell'anno 1000

Pubblicazione: Magog, 09/09/2024

ISBN: 9791281018501

Data:09-09-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 09-09-2024

Nell'arte dello Waka, l'antica poesia giapponese, è riassunta la fragilità della carta, la ferocia della spada. Alambicco lirico, la poesia di 31 sillabe, impilata in cinque versi, al contempo apodittica e apocalittica, era praticata dai samurai, per affinare l'estro, e dai monaci, per rasentare l'illuminazione. Ne hanno scritto dame martoriate da amori ignobili e imperatori in esilio, immalinconiti nel valutare la vanità del potere. In pochi tratti, sorge un paesaggio, è stipulata una vendetta, si spalanca l'abisso dell'io. Queste poesie, che recano in sé l'azzardo delle imprese marziali – venivano impresse sui paraventi, ideate durante le competizioni letterarie bandite dall'imperatore del Giappone – sono piene di vento e di foglie, di fiori, di marosi, di maniche intrise di lacrime; di urla rattenute e di rapimenti estatici. L'Hyakunin Isshu, antologia di Waka ideata da Fujiwara no Teika nel XIII secolo, raccoglie "cento poesie di cento poeti": esige la predatoria pazienza di un giocatore di go, il coraggio di abbandonare gli ormeggi della ragione per gettarsi nell'istinto – e perdere tutto per l'ombra di un volto, la fugace apparizione della fanciulla tigre.

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