L'offensiva del Têt
Risorsa locale

Beccaro, Andrea - Beccaro, Andrea - Rivieccio, Giorgio

L'offensiva del Têt

Abstract: Nella notte fra il 30 e il 31 gennaio 1968, il capodanno vietnamita Têt, più di 80.000 soldati comunisti, un misto di regolari dell'esercito nordvietnamita e di guerriglieri vietcong, dettero inizio a un attacco coordinato in tutto il Vietnam del Sud. L'offensiva del Têt si sviluppò per l'intero mese di febbraio con una violenza senza precedenti. L'obiettivo era disarticolare l'apparato difensivo di sudvietnamiti e americani, e lanciare un'insurrezione popolare nel Sud che avrebbe dovuto appoggiare gli invasori. La capitale Saigon fu subito assaltata, ma l'intervento americano impedì la presa della città. Andò diversamente a Hue, la capitale storica del Vietnam, dove gli americani condussero un'aspra battaglia urbana, casa per casa.Gli scontri nel Paese si conclusero alla fine di marzo. Da un punto di vista puramente militare, il Têt fu un successo degli Stati Uniti e del Vietnam del Sud, che respinsero l'attacco e causarono enormi perdite al nemico, circa 40-50.000 uomini. Tuttavia, l'impatto mediatico dell'operazione e in particolare dell'assalto all'ambasciata americana di Saigon, seppur militarmente irrilevante, causò un forte malcontento negli Stati Uniti e portò la popolazione non solo a insistere per il ritiro delle truppe, ma anche a perdere completamente fiducia nei confronti del governo e dei militari, i quali da tempo raccontavano che stavano vincendo la guerra. Il presidente Johnson non si ricandidò, e a novembre entrò alla Casa Bianca Richard Nixon il quale, pur essendo sempre stato un sostenitore della guerra, dette inizio al ritiro delle truppe.


Titolo e contributi: L'offensiva del Têt

Pubblicazione: Pelago, 01/03/2024

Data:01-03-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-03-2024

Nella notte fra il 30 e il 31 gennaio 1968, il capodanno vietnamita Têt, più di 80.000 soldati comunisti, un misto di regolari dell'esercito nordvietnamita e di guerriglieri vietcong, dettero inizio a un attacco coordinato in tutto il Vietnam del Sud. L'offensiva del Têt si sviluppò per l'intero mese di febbraio con una violenza senza precedenti. L'obiettivo era disarticolare l'apparato difensivo di sudvietnamiti e americani, e lanciare un'insurrezione popolare nel Sud che avrebbe dovuto appoggiare gli invasori. La capitale Saigon fu subito assaltata, ma l'intervento americano impedì la presa della città. Andò diversamente a Hue, la capitale storica del Vietnam, dove gli americani condussero un'aspra battaglia urbana, casa per casa.Gli scontri nel Paese si conclusero alla fine di marzo. Da un punto di vista puramente militare, il Têt fu un successo degli Stati Uniti e del Vietnam del Sud, che respinsero l'attacco e causarono enormi perdite al nemico, circa 40-50.000 uomini. Tuttavia, l'impatto mediatico dell'operazione e in particolare dell'assalto all'ambasciata americana di Saigon, seppur militarmente irrilevante, causò un forte malcontento negli Stati Uniti e portò la popolazione non solo a insistere per il ritiro delle truppe, ma anche a perdere completamente fiducia nei confronti del governo e dei militari, i quali da tempo raccontavano che stavano vincendo la guerra. Il presidente Johnson non si ricandidò, e a novembre entrò alla Casa Bianca Richard Nixon il quale, pur essendo sempre stato un sostenitore della guerra, dette inizio al ritiro delle truppe.

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