D5, Pantani. Storia di un capro espiatorio
Risorsa locale

Spoletini, Chiara

D5, Pantani. Storia di un capro espiatorio

Abstract: La storia di Marco Pantani è stata manomessa: dalla Camorra, prima, dai suoi assassini, poi, e anche da chi doveva fare le indagini e trovare la verità. Il testo teatrale di Chiara Spoletini racconta le prime pedalate del bambino Marco fino ad arrivare alle gare del campione. Pantani era l'eroe di tutti, un eroe che a un certo punto viene trascinato giù dall'Olimpo e viene lasciato solo. In un buio che inevitabilmente porta alla più crudele delle conclusioni, la notte di San Valentino del 2004. L'epilogo di questa storia ancora tarda ad arrivare, ma nel suo piccolo questo testo vuole mettere in condizione il lettore, lo spettatore, di cercare le sue risposte, la sua verità."Tanti ciclisti sono bravi a nascondere la sofferenza in gara: vanno, ma mantengono una sorta di concentrazione, si impongono una maschera. Pantani no: lui, la sofferenza che provava, te le mostrava tutta... una smorfia sul volto, i denti stretti, la bocca larga, e quando davvero non ce la faceva più, ed era proprio quello il momento di spingere per fare la differenza, lanciava via la bandana, una volta ha schizzato via anche l'orecchino e pedalava più forte ancora. Si liberava dal superfluo e andava. Una sofferenza utile, l'ultimo sforzo per vincere ancora e ancora."


Titolo e contributi: D5, Pantani. Storia di un capro espiatorio

Pubblicazione: People, 27/07/2023

ISBN: 9791259791603

Data:27-07-2023

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 27-07-2023

La storia di Marco Pantani è stata manomessa: dalla Camorra, prima, dai suoi assassini, poi, e anche da chi doveva fare le indagini e trovare la verità. Il testo teatrale di Chiara Spoletini racconta le prime pedalate del bambino Marco fino ad arrivare alle gare del campione. Pantani era l'eroe di tutti, un eroe che a un certo punto viene trascinato giù dall'Olimpo e viene lasciato solo. In un buio che inevitabilmente porta alla più crudele delle conclusioni, la notte di San Valentino del 2004. L'epilogo di questa storia ancora tarda ad arrivare, ma nel suo piccolo questo testo vuole mettere in condizione il lettore, lo spettatore, di cercare le sue risposte, la sua verità."Tanti ciclisti sono bravi a nascondere la sofferenza in gara: vanno, ma mantengono una sorta di concentrazione, si impongono una maschera. Pantani no: lui, la sofferenza che provava, te le mostrava tutta... una smorfia sul volto, i denti stretti, la bocca larga, e quando davvero non ce la faceva più, ed era proprio quello il momento di spingere per fare la differenza, lanciava via la bandana, una volta ha schizzato via anche l'orecchino e pedalava più forte ancora. Si liberava dal superfluo e andava. Una sofferenza utile, l'ultimo sforzo per vincere ancora e ancora."

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