Il figlio ebreo
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Guebel, Daniel

Il figlio ebreo

Abstract: Per Daniel l'infanzia non è stata felice. Figlio di un padre autoritario, piccolo imprenditore nel settore degli elettrodomestici e militante comunista in segreto per sfuggire alle persecuzioni della dittatura argentina, e di una madre insicura, devota solo all'arte giapponese dell'ikebana e alle vaporose pettinature di moda, entrambi non sono in grado di comprendere quel figlio sensibile che soffre per l'arrivo della sorellina Claudia, detta Chuchi, né di gestire le sue continue richieste di attenzioni, spesso trasformate in capricci e ribellioni, che portano alle dolorose punizioni impartite dal padre a colpi di cinghia. Solo le storie, i libri e la letteratura sembrano a Daniel uno spazio sicuro dove rifugiarsi, anche se questa passione, che ben presto diventa assoluta, lo allontana ulteriormente dai genitori. Ma il tempo passa, e ora è il figlio a doversi occupare del padre anziano e malato. Nel farlo, scopre come il risentimento che provava per il genitore manesco, che per tutta la vita gli ha negato quel riconoscimento tanto agognato, pian piano svanisce. Quella barriera di incomunicabilità che li divideva si sgretola, rivelando un amore sofferto e doloroso. In un ideale dialogo a distanza con Lettera al padre di Kafka, questo libro è una confessione potente e priva di pudore. Tra ricordi, aneddoti familiari e richiami letterari, è un racconto capace di essere tragico e divertente al tempo stesso, narrando l'infanzia senza idealizzarla.


Titolo e contributi: Il figlio ebreo

Pubblicazione: La nave di Teseo, 24/01/2025

EAN: 9788834614198

Data:24-01-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 24-01-2025

Per Daniel l'infanzia non è stata felice. Figlio di un padre autoritario, piccolo imprenditore nel settore degli elettrodomestici e militante comunista in segreto per sfuggire alle persecuzioni della dittatura argentina, e di una madre insicura, devota solo all'arte giapponese dell'ikebana e alle vaporose pettinature di moda, entrambi non sono in grado di comprendere quel figlio sensibile che soffre per l'arrivo della sorellina Claudia, detta Chuchi, né di gestire le sue continue richieste di attenzioni, spesso trasformate in capricci e ribellioni, che portano alle dolorose punizioni impartite dal padre a colpi di cinghia. Solo le storie, i libri e la letteratura sembrano a Daniel uno spazio sicuro dove rifugiarsi, anche se questa passione, che ben presto diventa assoluta, lo allontana ulteriormente dai genitori. Ma il tempo passa, e ora è il figlio a doversi occupare del padre anziano e malato. Nel farlo, scopre come il risentimento che provava per il genitore manesco, che per tutta la vita gli ha negato quel riconoscimento tanto agognato, pian piano svanisce. Quella barriera di incomunicabilità che li divideva si sgretola, rivelando un amore sofferto e doloroso. In un ideale dialogo a distanza con Lettera al padre di Kafka, questo libro è una confessione potente e priva di pudore. Tra ricordi, aneddoti familiari e richiami letterari, è un racconto capace di essere tragico e divertente al tempo stesso, narrando l'infanzia senza idealizzarla.

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