Racconto antico e altre poesie disperse. Testo originale a fronte
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Szymborska, Wislawa

Racconto antico e altre poesie disperse. Testo originale a fronte

Abstract: "La mia ombra è come un buffone / dietro la regina..." ha scritto la Szymborska, un buffone che si è preso "corona, scettro, manto regale", ma anche il "pathos". La gravità, la profondità esigono lo schermo della discrezione, della leggerezza giocosa, dell'ironia. Non a caso, in questa strepitosa silloge di testi inediti – fortunatamente sfuggiti al cestino della carta straccia, per la Szymborska la più utile suppellettile di un poeta –, la sua musa, quando si manifesta, sembra arrancare "per le scale, ansimante / ... in scarpette ormai misere", ispirandole una sorta di metafisica del minimo: in particolare una toccante sintonia con gli oggetti, protagonisti fra l'altro di dieci favolette morali irridenti e beffarde. Eppure la musa della Szymborska è anche austera, intransigente, e non esita a metterci di fronte alla nostra fragilità, alle nostre assurde fedi: solo, lo fa a modo suo, trasformando per esempio l'insignificante congiunzione e nell'emblema di tutto ciò che non può durare in eterno: "Teresa Piotr, mi fate compassione, / nella selva del mondo il tempo a ogni occasione / accende come a San Giovanni un fuoco / e voi dovete scavalcarlo per gioco. ... "ditemi quali sono i vostri nomi". Teresa e Kazimierz. / Piotr e Weronika. // Teresa Kazimierz Piotr Weronika".


Titolo e contributi: Racconto antico e altre poesie disperse. Testo originale a fronte

Pubblicazione: Adelphi, 04/03/2025

EAN: 9788845938375

Data:04-03-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 04-03-2025

"La mia ombra è come un buffone / dietro la regina..." ha scritto la Szymborska, un buffone che si è preso "corona, scettro, manto regale", ma anche il "pathos". La gravità, la profondità esigono lo schermo della discrezione, della leggerezza giocosa, dell'ironia. Non a caso, in questa strepitosa silloge di testi inediti – fortunatamente sfuggiti al cestino della carta straccia, per la Szymborska la più utile suppellettile di un poeta –, la sua musa, quando si manifesta, sembra arrancare "per le scale, ansimante / ... in scarpette ormai misere", ispirandole una sorta di metafisica del minimo: in particolare una toccante sintonia con gli oggetti, protagonisti fra l'altro di dieci favolette morali irridenti e beffarde. Eppure la musa della Szymborska è anche austera, intransigente, e non esita a metterci di fronte alla nostra fragilità, alle nostre assurde fedi: solo, lo fa a modo suo, trasformando per esempio l'insignificante congiunzione e nell'emblema di tutto ciò che non può durare in eterno: "Teresa Piotr, mi fate compassione, / nella selva del mondo il tempo a ogni occasione / accende come a San Giovanni un fuoco / e voi dovete scavalcarlo per gioco. ... "ditemi quali sono i vostri nomi". Teresa e Kazimierz. / Piotr e Weronika. // Teresa Kazimierz Piotr Weronika".

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