Le più belle poesie di Walt Whitman
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Whitman, Walt - Troiano, Antonio

Le più belle poesie di Walt Whitman

Abstract: Quando uscì Leaves of Grass (1855) R. W. Emerson ne riconobbe immediatamente l'originalità e scrisse al suo autore, Walt Whitman: "La saluto all'inizio di una grande carriera". In quegli anni gli Stati Uniti non avevano ancora una poesia veramente americana, nuova, diversa da ogni altra. Fu Whitman a intonare "il canto per un Nuovo Mondo", per quello che l'America era o voleva essere. Cantò "l'Uomo Moderno", l'America e i suoi paesaggi sconfinati, la Democrazia, "la vita immensa nella sua passione, impulso e forza". Rispettò l'eredità del passato e la tradizione europea, ma inaugurò un nuovo stile, una poesia dal verso lungo, senza rima né metrica, eppure ricca di musicalità. Descrisse la realtà americana sperimentando, usando parole antiche e moderne, termini attinti dal mondo del lavoro, neologismi. Celebrò il corpo, i sensi e l'amore, soprattutto omosessuale. Fu un poeta-sciamano, che sulla scia del trascendentalismo riconosceva l'uguaglianza tra tutte le cose, l'unità di corpo e anima, forma e contenuto, umano e divino. E divenne il "centro del canone americano" (H. Bloom) con parole che da allora fluiscono come un fiume sotterraneo, a diverse profondità, nella letteratura e nell'immaginario non solo americano. Canto la vita immensa nella sua passione, impulso e forza,felice per le azioni più libere sotto le leggi divine,canto l'Uomo Moderno.


Titolo e contributi: Le più belle poesie di Walt Whitman

Pubblicazione: Crocetti, 01/04/2025

EAN: 9788883064616

Data:01-04-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-04-2025

Quando uscì Leaves of Grass (1855) R. W. Emerson ne riconobbe immediatamente l'originalità e scrisse al suo autore, Walt Whitman: "La saluto all'inizio di una grande carriera". In quegli anni gli Stati Uniti non avevano ancora una poesia veramente americana, nuova, diversa da ogni altra. Fu Whitman a intonare "il canto per un Nuovo Mondo", per quello che l'America era o voleva essere. Cantò "l'Uomo Moderno", l'America e i suoi paesaggi sconfinati, la Democrazia, "la vita immensa nella sua passione, impulso e forza". Rispettò l'eredità del passato e la tradizione europea, ma inaugurò un nuovo stile, una poesia dal verso lungo, senza rima né metrica, eppure ricca di musicalità. Descrisse la realtà americana sperimentando, usando parole antiche e moderne, termini attinti dal mondo del lavoro, neologismi. Celebrò il corpo, i sensi e l'amore, soprattutto omosessuale. Fu un poeta-sciamano, che sulla scia del trascendentalismo riconosceva l'uguaglianza tra tutte le cose, l'unità di corpo e anima, forma e contenuto, umano e divino. E divenne il "centro del canone americano" (H. Bloom) con parole che da allora fluiscono come un fiume sotterraneo, a diverse profondità, nella letteratura e nell'immaginario non solo americano. Canto la vita immensa nella sua passione, impulso e forza,felice per le azioni più libere sotto le leggi divine,canto l'Uomo Moderno.

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