L'Infanta sepolta
Risorsa locale

Ortese, Anna Maria

L'Infanta sepolta

Abstract: Figure angeliche, di natura divina benché non prive di umane passioni e terrestri debolezze, popolano le novelle dell'"Infanta sepolta". Nei panni di adolescenti madonne e di alati vecchietti, di amici lunari, principi delicati, amanti perduti grevi di profezie e stranieri ammantati di funebre dolcezza, tali figure emanano e dispensano la grazia fra i viventi, che le colmano di una gratitudine e di una venerazione senza nome. Messaggeri di un'esistenza strana e remota, riflesso di antiche e sconosciute percezioni, gli angeli della Ortese sono dunque gli artefici di una amorosa trasfigurazione del mondo di cui è testimone e partecipe la stessa autrice – e la sua "espressività", segno tangibile di una vocazione insieme sapiente e istintiva, annuncia fin d'ora i futuri traguardi di invenzione e di stile.Così appare all'occhio di oggi la seconda silloge di novelle di Anna Maria Ortese – nonché il suo secondo libro in assoluto –, prezioso documento della sua giovinezza letteraria e di una scrittura già caratteristicamente irrequieta e visionaria, incapace di rispettare i confini del visibile, e incline a mescolare memoria e immaginazione, riflessione e fantasticheria, racconto e sogno. E su tutto domina il timbro di una inconfondibile voce: insieme tenera e grave, di cupo splendore, la cui nota dominante è il dolore per la lontananza e la perdita (di luoghi, persone, oggetti cari, affetti), e che si ritroverà, immutata, nei capolavori della scrittrice.


Titolo e contributi: L'Infanta sepolta

Pubblicazione: Adelphi, 25/03/2025

EAN: 9788845915451

Data:25-03-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 25-03-2025

Figure angeliche, di natura divina benché non prive di umane passioni e terrestri debolezze, popolano le novelle dell'"Infanta sepolta". Nei panni di adolescenti madonne e di alati vecchietti, di amici lunari, principi delicati, amanti perduti grevi di profezie e stranieri ammantati di funebre dolcezza, tali figure emanano e dispensano la grazia fra i viventi, che le colmano di una gratitudine e di una venerazione senza nome. Messaggeri di un'esistenza strana e remota, riflesso di antiche e sconosciute percezioni, gli angeli della Ortese sono dunque gli artefici di una amorosa trasfigurazione del mondo di cui è testimone e partecipe la stessa autrice – e la sua "espressività", segno tangibile di una vocazione insieme sapiente e istintiva, annuncia fin d'ora i futuri traguardi di invenzione e di stile.Così appare all'occhio di oggi la seconda silloge di novelle di Anna Maria Ortese – nonché il suo secondo libro in assoluto –, prezioso documento della sua giovinezza letteraria e di una scrittura già caratteristicamente irrequieta e visionaria, incapace di rispettare i confini del visibile, e incline a mescolare memoria e immaginazione, riflessione e fantasticheria, racconto e sogno. E su tutto domina il timbro di una inconfondibile voce: insieme tenera e grave, di cupo splendore, la cui nota dominante è il dolore per la lontananza e la perdita (di luoghi, persone, oggetti cari, affetti), e che si ritroverà, immutata, nei capolavori della scrittrice.

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.