Giovanni Gentile. Una filosofia per il fascismo
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Pera, Marcello

Giovanni Gentile. Una filosofia per il fascismo

Abstract: La frase più concisa e penetrante sui rapporti fra Giovanni Gentile e il fascismo la scrisse lo storico americano A. James Gregory nel suo Giovanni Gentile: Philosopher of Fascism (Transaction Publisher, New Jersey 2001; Routledge, New York 2017): "Molto tempo prima che ci fosse il fascismo, Gentile ne fu il filosofo". Il movimento, e poi il regime, egli "lo nutrì del suo pensiero e lo servì come la sua coscienza". Questo giudizio, che viene dopo parecchia storiografia italiana,in particolare quella di Augusto del Noce, è corretto. Perché Gentile arriva al fascismo da due strade – una filosofico-speculativa e una storico-politica –, entrambe percorse congiuntamente prima della sua nomina a ministro dell'Istruzione nel primo governo Mussolini nel 1922 e dell'adesione formale al Partito nazionale fascista nel 1923. Quando si presenta all'appuntamento, Gentile è un filosofo all'apogeo del suo pensiero che ha già scritto pressoché tutte le sue opere principali; e ha una coscienza politica ben formata circa l'evoluzione della storia d'Italia e la decadenza delle aspettative del Risorgimento. Punto di partenza della prima strada è l'idealismo hegeliano da lui corretto; della seconda è il liberalismo da lui (e non solo da lui) inteso.


Titolo e contributi: Giovanni Gentile. Una filosofia per il fascismo

Pubblicazione: Rubbettino Editore, 26/03/2025

EAN: 9788849884296

Data:26-03-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 26-03-2025

La frase più concisa e penetrante sui rapporti fra Giovanni Gentile e il fascismo la scrisse lo storico americano A. James Gregory nel suo Giovanni Gentile: Philosopher of Fascism (Transaction Publisher, New Jersey 2001; Routledge, New York 2017): "Molto tempo prima che ci fosse il fascismo, Gentile ne fu il filosofo". Il movimento, e poi il regime, egli "lo nutrì del suo pensiero e lo servì come la sua coscienza". Questo giudizio, che viene dopo parecchia storiografia italiana,in particolare quella di Augusto del Noce, è corretto. Perché Gentile arriva al fascismo da due strade – una filosofico-speculativa e una storico-politica –, entrambe percorse congiuntamente prima della sua nomina a ministro dell'Istruzione nel primo governo Mussolini nel 1922 e dell'adesione formale al Partito nazionale fascista nel 1923. Quando si presenta all'appuntamento, Gentile è un filosofo all'apogeo del suo pensiero che ha già scritto pressoché tutte le sue opere principali; e ha una coscienza politica ben formata circa l'evoluzione della storia d'Italia e la decadenza delle aspettative del Risorgimento. Punto di partenza della prima strada è l'idealismo hegeliano da lui corretto; della seconda è il liberalismo da lui (e non solo da lui) inteso.

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