Gatti neri e specchi rotti. Perché siamo superstiziosi
Risorsa locale

Moro, Elisabetta - Niola, Marino

Gatti neri e specchi rotti. Perché siamo superstiziosi

Abstract: Gatti neri, specchi rotti, giorni sfortunati. Sono solo alcune delle cosiddette superstizioni, ovvero quelle credenze e comportamenti cui, sin dalla notte dei tempi, ricorriamo contro i rischi e le incognite del vivere. E che nonostante i progressi della conoscenza, dell'alfabetizzazione, della tecnologia non accennano a diminuire. Gatti neri, specchi rotti, giorni sfortunati, numeri fortunati, amuleti infallibili, talismani indispensabili, riti scaramantici. Sono pochi esempi di quello sterminato catalogo di superstizioni cui sin dalla notte dei tempi ricorriamo contro i rischi del vivere e le incognite dell'esistenza. Perché, nonostante i progressi della conoscenza, dell'alfabetizzazione, della tecnologia, l'immaginario scaramantico non conosce declino, anzi continua a moltiplicare i propri segni. Perché evidentemente non sono un residuo prelogico del pensiero ma un bisogno di spiegazione supplementare, l'illusione di controllare l'incontrollabile.


Titolo e contributi: Gatti neri e specchi rotti. Perché siamo superstiziosi

Pubblicazione: EINAUDI, 13/05/2025

EAN: 9788806266202

Data:13-05-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 13-05-2025

Gatti neri, specchi rotti, giorni sfortunati. Sono solo alcune delle cosiddette superstizioni, ovvero quelle credenze e comportamenti cui, sin dalla notte dei tempi, ricorriamo contro i rischi e le incognite del vivere. E che nonostante i progressi della conoscenza, dell'alfabetizzazione, della tecnologia non accennano a diminuire. Gatti neri, specchi rotti, giorni sfortunati, numeri fortunati, amuleti infallibili, talismani indispensabili, riti scaramantici. Sono pochi esempi di quello sterminato catalogo di superstizioni cui sin dalla notte dei tempi ricorriamo contro i rischi del vivere e le incognite dell'esistenza. Perché, nonostante i progressi della conoscenza, dell'alfabetizzazione, della tecnologia, l'immaginario scaramantico non conosce declino, anzi continua a moltiplicare i propri segni. Perché evidentemente non sono un residuo prelogico del pensiero ma un bisogno di spiegazione supplementare, l'illusione di controllare l'incontrollabile.

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