La statua di cera
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Lovesey, Peter

La statua di cera

Abstract: Pena capitale, così ha stabilito la corte. Nel giugno del 1888, Miriam Cromer sarà giustiziata tramite impiccagione per il delitto di cui si è dichiarata colpevole. Moglie del titolare di uno studio fotografico londinese, la donna è stata fatta oggetto di un ricatto da parte di Josiah Perceval, assistente del marito. Venuto in possesso di sue immagini compromettenti, Perceval le ha più volte estorto del denaro, finché Miriam, di fronte alla richiesta di somme ulteriori, ha deciso di ucciderlo avvelenandolo con il cianuro. Fin dal primo momento le circostanze sono apparse contro di lei, dopodiché una sua confessione giurata ha confermato i sospetti degli inquirenti. Eppure, un minuscolo dettaglio portato alla luce da una fotografia interviene come il granello di sabbia nell'ingranaggio a sollevare un ragionevole dubbio. Forse i fatti non si sono svolti come ricostruito dalla condannata. Forse la sempre imperturbabile, algida Miriam è addirittura innocente. Ma a questo punto il suo destino è nelle mani del sergente Cribb. All'interno, il racconto "L'ultima volta che vidi Leone Serafini" di Wladimiro Borchi, vincitore del premio NeRoma 2024.


Titolo e contributi: La statua di cera

Pubblicazione: Mondadori, 05/06/2025

Data:05-06-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 05-06-2025

Pena capitale, così ha stabilito la corte. Nel giugno del 1888, Miriam Cromer sarà giustiziata tramite impiccagione per il delitto di cui si è dichiarata colpevole. Moglie del titolare di uno studio fotografico londinese, la donna è stata fatta oggetto di un ricatto da parte di Josiah Perceval, assistente del marito. Venuto in possesso di sue immagini compromettenti, Perceval le ha più volte estorto del denaro, finché Miriam, di fronte alla richiesta di somme ulteriori, ha deciso di ucciderlo avvelenandolo con il cianuro. Fin dal primo momento le circostanze sono apparse contro di lei, dopodiché una sua confessione giurata ha confermato i sospetti degli inquirenti. Eppure, un minuscolo dettaglio portato alla luce da una fotografia interviene come il granello di sabbia nell'ingranaggio a sollevare un ragionevole dubbio. Forse i fatti non si sono svolti come ricostruito dalla condannata. Forse la sempre imperturbabile, algida Miriam è addirittura innocente. Ma a questo punto il suo destino è nelle mani del sergente Cribb. All'interno, il racconto "L'ultima volta che vidi Leone Serafini" di Wladimiro Borchi, vincitore del premio NeRoma 2024.

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