Abstract: Testo latino con introduzione, traduzione, commento e indici a cura di Elisa TinelliA prima vista curiosa può sembrare la presenza, tra le opere dell'umanista Erasmo da Rotterdam, di un opuscolo De contemptu mundi, che ripropone il titolo con cui è comunemente noto uno fra gli scritti religiosi più letti del Medioevo, vale a dire il De contemptu mundi, sive de miseria conditionis humanae libri tres del cardinale Lotario di Segni, futuro papa Innocenzo III: un trattato di carattere ascetico-morale, probabilmente risalente al 1194-1195, che s'incarica di illustrare la miserevole fragilità dell'uomo, descritto come una creatura che si è allontanata dal Creatore e non può, pertanto, che divenire vittima della sua stessa superbia. Il testo, che indugia in maniera compiaciuta nella demolizione della natura umana, ricorrendo a termini e toni assai realistici, si sviluppa con allucinata violenza e, mentre compendia secoli di invettive e terrori, assurge a exemplum della letteratura sul disprezzo del mondo, contribuendo ad accentuare il solco che, nella cultura medievale, separava lo spirito e il corpo, concepiti come entità contrapposte, manifestazione, rispettivamente, del bene e del male. [...]
Titolo e contributi: Il disprezzo del mondo-De contemptu mundi
Pubblicazione: Rosenberg & Sellier, 30/05/2025
ISBN: 9791259933287
Data:30-05-2025
Testo latino con introduzione, traduzione, commento e indici a cura di Elisa TinelliA prima vista curiosa può sembrare la presenza, tra le opere dell'umanista Erasmo da Rotterdam, di un opuscolo De contemptu mundi, che ripropone il titolo con cui è comunemente noto uno fra gli scritti religiosi più letti del Medioevo, vale a dire il De contemptu mundi, sive de miseria conditionis humanae libri tres del cardinale Lotario di Segni, futuro papa Innocenzo III: un trattato di carattere ascetico-morale, probabilmente risalente al 1194-1195, che s'incarica di illustrare la miserevole fragilità dell'uomo, descritto come una creatura che si è allontanata dal Creatore e non può, pertanto, che divenire vittima della sua stessa superbia. Il testo, che indugia in maniera compiaciuta nella demolizione della natura umana, ricorrendo a termini e toni assai realistici, si sviluppa con allucinata violenza e, mentre compendia secoli di invettive e terrori, assurge a exemplum della letteratura sul disprezzo del mondo, contribuendo ad accentuare il solco che, nella cultura medievale, separava lo spirito e il corpo, concepiti come entità contrapposte, manifestazione, rispettivamente, del bene e del male. [...]
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