I movimenti nazional-patriottici alle origini del fascismo (1919-1920)
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Leone, Cristian - Ungari, Andrea

I movimenti nazional-patriottici alle origini del fascismo (1919-1920)

Abstract: Il lavoro si immerge in un ulteriore approfondimento del "biennio rosso", privilegiando in questo caso – attraverso una ricca disamina di documenti archivistici, pubblicistici e memorialistici – il frastagliato pullulare dei movimenti del nazionalismo patriottico. Non privo, certo, quest'ultimo, di radici con il nazionalismo liberal-radicale dell'800, nel periodo però profondamente innovato dalle tensioni violente della guerra e dell'esplosione della società di massa. Variegatissimo l'ambito ideologico di riferimento fra azione riformatrice e illusioni rivoluzionarie, ma con il comune richiamo a un'idea forte di unione, ora amplificata dalla guerra, e ad un'avversione verso il "bolscevismo", considerato negatore dello sforzo bellico. Motivazioni entrambe che il fascismo seppe opportunamente sfruttare, per sostanzialmente assorbirle nella propria violenza ascesa al potere


Titolo e contributi: I movimenti nazional-patriottici alle origini del fascismo (1919-1920)

Pubblicazione: Rubbettino Editore, 18/06/2025

EAN: 9788849884524

Data:18-06-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-06-2025

Il lavoro si immerge in un ulteriore approfondimento del "biennio rosso", privilegiando in questo caso – attraverso una ricca disamina di documenti archivistici, pubblicistici e memorialistici – il frastagliato pullulare dei movimenti del nazionalismo patriottico. Non privo, certo, quest'ultimo, di radici con il nazionalismo liberal-radicale dell'800, nel periodo però profondamente innovato dalle tensioni violente della guerra e dell'esplosione della società di massa. Variegatissimo l'ambito ideologico di riferimento fra azione riformatrice e illusioni rivoluzionarie, ma con il comune richiamo a un'idea forte di unione, ora amplificata dalla guerra, e ad un'avversione verso il "bolscevismo", considerato negatore dello sforzo bellico. Motivazioni entrambe che il fascismo seppe opportunamente sfruttare, per sostanzialmente assorbirle nella propria violenza ascesa al potere

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