Abstract: L'evoluzione tecnologica, a partire dal telegrafo e dalla radio, è un fenomeno diretto verso un'esperienza della connessione, della compartecipazione e dell'unione fra le persone, guidato da una sorta di "provvidenza" verso un "noi" universale. L'esperienza dei social è esperienza della connessione. Tale percezione del "noi" è uno sviluppo del pensiero e della coscienza, dimensione dell'anima che si amplifica – per dirla con Bergson – per poter ritrovare la propria essenza umana: la ricerca della propria ontologia.In maniera mcluhanamente iperbolica possiamo dire che il messaggio del mezzo è un messaggio dello spirito, che si manifesta come esperienza trasformativa che rivela una verità dello spirito stesso. È come se un messaggio intrinseco dello spirito si manifestasse e reificasse nella tecnologia.A partire dall'esperienza dell'overview effect degli astronauti – a cui un gruppo di ricercatori dell'università del Missouri sta lavorando con la realtà virtuale – si intraprende un percorso sulle orme del pensiero di Bergson che conduce, in particolare, all'esperienza stra-ordinaria dei primi mistici cristiani da cui si desume l'idea di coscienza come ascolto, come apertura uditiva al mondo. Quest'apertura della coscienza, che è un ritrovamento di sé, è il vero antidoto per contrastare da una parte l'imperativo tecnologico del "se si può fare, si deve fare", e dall'altro la corsa cieca verso il "punto di saturazione e di collasso" del sistema, non solo economico-produttivo ma anche nervoso, di cui la rete è estensione. Antidoto, infine, alla bruttezza e all'inquinamento risultante dal consumismo.Questo ascolto dell'anima che è l'apertura della coscienza al "noi" come mondo di tutti, risulta essere l'unico strumento che ci può consentire di andare nella direzione della vita.Da potenziale minaccia per le culture cosiddette tradizionali e rischio di una violenta omologazione e di "epistemicidio dei popoli", la ricerca attuale del "noi universale" è vista come la realizzazione della "mondialità", ovvero come lo sviluppo interiore di un pensiero immaginativo e visionario che parte dal centro della persona-mondo, dal centro dello spirito umano.
Titolo e contributi: Noi siamo il messaggio
Pubblicazione: Mimesis Edizioni, 25/07/2025
ISBN: 9791222308579
Data:25-07-2025
L'evoluzione tecnologica, a partire dal telegrafo e dalla radio, è un fenomeno diretto verso un'esperienza della connessione, della compartecipazione e dell'unione fra le persone, guidato da una sorta di "provvidenza" verso un "noi" universale. L'esperienza dei social è esperienza della connessione. Tale percezione del "noi" è uno sviluppo del pensiero e della coscienza, dimensione dell'anima che si amplifica – per dirla con Bergson – per poter ritrovare la propria essenza umana: la ricerca della propria ontologia.In maniera mcluhanamente iperbolica possiamo dire che il messaggio del mezzo è un messaggio dello spirito, che si manifesta come esperienza trasformativa che rivela una verità dello spirito stesso. È come se un messaggio intrinseco dello spirito si manifestasse e reificasse nella tecnologia.A partire dall'esperienza dell'overview effect degli astronauti – a cui un gruppo di ricercatori dell'università del Missouri sta lavorando con la realtà virtuale – si intraprende un percorso sulle orme del pensiero di Bergson che conduce, in particolare, all'esperienza stra-ordinaria dei primi mistici cristiani da cui si desume l'idea di coscienza come ascolto, come apertura uditiva al mondo. Quest'apertura della coscienza, che è un ritrovamento di sé, è il vero antidoto per contrastare da una parte l'imperativo tecnologico del "se si può fare, si deve fare", e dall'altro la corsa cieca verso il "punto di saturazione e di collasso" del sistema, non solo economico-produttivo ma anche nervoso, di cui la rete è estensione. Antidoto, infine, alla bruttezza e all'inquinamento risultante dal consumismo.Questo ascolto dell'anima che è l'apertura della coscienza al "noi" come mondo di tutti, risulta essere l'unico strumento che ci può consentire di andare nella direzione della vita.Da potenziale minaccia per le culture cosiddette tradizionali e rischio di una violenta omologazione e di "epistemicidio dei popoli", la ricerca attuale del "noi universale" è vista come la realizzazione della "mondialità", ovvero come lo sviluppo interiore di un pensiero immaginativo e visionario che parte dal centro della persona-mondo, dal centro dello spirito umano.
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