Abstract: "C'è sempre stato un tema di fronte al quale mi sono impuntata. Il tema degli animali. Questo lo salvo e lo salverò finché campo. Non ci posso rinunciare." Così Gianna Manzini introduceva la sua raccolta Animali sacri e profani (1953), successivamente ampliata nell'Arca di Noè (1960), un'originale antologia di scritti a tema animale. Non era la sua prima incursione nel mondo "oltre l'umano", esplorato letterariamente sin dai tardi anni Venti: un'indagine "nel cuore delle cose" condotta attraverso una "prosa veramente poetica, non poetizzata" (Pasolini), capace di restituire lo sguardo a una natura brulicante, di far parlare non solo creature animate, ma anche alberi, montagne, l'acqua del mare, le nuvole. Sul sottile crinale tra invenzione narrativa e osservazione del vero, tra epifania modernista e gioia estetica, memoria e sogno, i testi qui raccolti danno conto per la prima volta della produzione "animista" di Manzini, ispirata a una poetica originalissima che annulla ogni distanza tra natura e cultura.
Titolo e contributi: Un mondo senza umani. Storie di animali, alberi, mari, cieli, montagne
Pubblicazione: Mondadori, 30/09/2025
EAN: 9788804788423
Data:30-09-2025
"C'è sempre stato un tema di fronte al quale mi sono impuntata. Il tema degli animali. Questo lo salvo e lo salverò finché campo. Non ci posso rinunciare." Così Gianna Manzini introduceva la sua raccolta Animali sacri e profani (1953), successivamente ampliata nell'Arca di Noè (1960), un'originale antologia di scritti a tema animale. Non era la sua prima incursione nel mondo "oltre l'umano", esplorato letterariamente sin dai tardi anni Venti: un'indagine "nel cuore delle cose" condotta attraverso una "prosa veramente poetica, non poetizzata" (Pasolini), capace di restituire lo sguardo a una natura brulicante, di far parlare non solo creature animate, ma anche alberi, montagne, l'acqua del mare, le nuvole. Sul sottile crinale tra invenzione narrativa e osservazione del vero, tra epifania modernista e gioia estetica, memoria e sogno, i testi qui raccolti danno conto per la prima volta della produzione "animista" di Manzini, ispirata a una poetica originalissima che annulla ogni distanza tra natura e cultura.
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