Isotta
Risorsa locale

Odoevceva, Irina

Isotta

Abstract: Quando apparve a Parigi nel 1929, "Isotta" suscitò critiche e indignazione negli ambienti dell'emigrazione russa: troppo moderna, troppo "europea" la scrittura, tersa e senza fronzoli; troppo esplicite le allusioni alla sessualità degli adolescenti – da una prospettiva femminile, per di più; troppo fosca l'atmosfera che si respirava, e che gettava pesanti ombre su tutta la gioventù "émigrée". Irina Odoevceva narra la storia di una quattordicenne, Liza, e della sua piccola cerchia: Nikolaj, il mefistofelico fratello che ne tiene le redini; Andrej, legato alla ragazza da un amore inquieto e autodistruttivo; e l'inglese Cromwell, rampollo di buona famiglia a sua volta perdutamente innamorato di Liza. Assediata da una profonda disgregazione sociale e familiare, la "jeunesse dorée" ritratta da Odoevceva oscilla tra una noia asfissiante e l'illusorio richiamo di una vita "folle, divertente e spudorata", fatta di alcol e notti senza fine nell'incanto avvelenato di Biarritz. Finché "il presagio di qualcosa di inevitabile e tremendo" che grava su queste burrascose esistenze non si materializza, quasi fosse già inscritto nel nome fittizio della protagonista.Rivisitazione modernista del mito arturiano, "Isotta" ci rivela una figura dimenticata della diaspora russa e quasi estranea alla sua letteratura, capace di raccontare con ineguagliabile acutezza, in queste pagine a un tempo morbose e delicate, il trauma lacerante dell'esilio, di ogni esilio.


Titolo e contributi: Isotta

Pubblicazione: Adelphi, 03/10/2025

EAN: 9788845940651

Data:03-10-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 03-10-2025

Quando apparve a Parigi nel 1929, "Isotta" suscitò critiche e indignazione negli ambienti dell'emigrazione russa: troppo moderna, troppo "europea" la scrittura, tersa e senza fronzoli; troppo esplicite le allusioni alla sessualità degli adolescenti – da una prospettiva femminile, per di più; troppo fosca l'atmosfera che si respirava, e che gettava pesanti ombre su tutta la gioventù "émigrée". Irina Odoevceva narra la storia di una quattordicenne, Liza, e della sua piccola cerchia: Nikolaj, il mefistofelico fratello che ne tiene le redini; Andrej, legato alla ragazza da un amore inquieto e autodistruttivo; e l'inglese Cromwell, rampollo di buona famiglia a sua volta perdutamente innamorato di Liza. Assediata da una profonda disgregazione sociale e familiare, la "jeunesse dorée" ritratta da Odoevceva oscilla tra una noia asfissiante e l'illusorio richiamo di una vita "folle, divertente e spudorata", fatta di alcol e notti senza fine nell'incanto avvelenato di Biarritz. Finché "il presagio di qualcosa di inevitabile e tremendo" che grava su queste burrascose esistenze non si materializza, quasi fosse già inscritto nel nome fittizio della protagonista.Rivisitazione modernista del mito arturiano, "Isotta" ci rivela una figura dimenticata della diaspora russa e quasi estranea alla sua letteratura, capace di raccontare con ineguagliabile acutezza, in queste pagine a un tempo morbose e delicate, il trauma lacerante dell'esilio, di ogni esilio.

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.