Un problema musicale. Lettere 1960-1979
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Sacks, Oliver

Un problema musicale. Lettere 1960-1979

Abstract: "Le parole sono il mezzo espressivo nel quale devo tradurre la realtà. Io vivo di parole, immagini, metafore, sillabe, rime. È più forte di me" scrive il giovane Oliver Sacks in una lettera che lascia presagire, oltre alla nascita imminente dello scrittore, una divorante passione epistolare che coltiverà per tutta la vita, riversandola su familiari, amici, amanti, colleghi, poeti e scienziati come Auden e Lurija – i suoi "buoni padri" – e comuni lettori. Un "immane diluvio di parole", attraverso il quale oggi ci è dato ripercorrere l'esistenza di Sacks e osservarne da una prospettiva inedita le "tortuosità emotive", l'oscillare fra depressione paralizzante e creatività maniacale, gli entusiasmi, le inquietudini e la battaglia contro il mondo della medicina che tendeva a osteggiarlo. Quasi in tempo reale assistiamo, negli anni di "Risvegli", al radicarsi in lui della convinzione che non ci sia approccio clinico valido senza "comprensione empatica e compassionevole" del paziente. E che ogni malattia sia in fondo, come diceva Novalis, "un problema musicale", così come ogni cura è "una soluzione musicale". Ma, soprattutto, queste lettere – che per Sacks sono a un tempo estensione della pratica medica, pagine di diario e strumento di autoanalisi – celano un giacimento inestimabile di umanità e di acume, di insaziabile curiosità e stupore infantile, con il quale questo singolare, debordante "astronomo del mondo interiore" torna ancora una volta a incantarci.


Titolo e contributi: Un problema musicale. Lettere 1960-1979

Pubblicazione: Adelphi, 21/10/2025

EAN: 9788845940255

Data:21-10-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 21-10-2025

"Le parole sono il mezzo espressivo nel quale devo tradurre la realtà. Io vivo di parole, immagini, metafore, sillabe, rime. È più forte di me" scrive il giovane Oliver Sacks in una lettera che lascia presagire, oltre alla nascita imminente dello scrittore, una divorante passione epistolare che coltiverà per tutta la vita, riversandola su familiari, amici, amanti, colleghi, poeti e scienziati come Auden e Lurija – i suoi "buoni padri" – e comuni lettori. Un "immane diluvio di parole", attraverso il quale oggi ci è dato ripercorrere l'esistenza di Sacks e osservarne da una prospettiva inedita le "tortuosità emotive", l'oscillare fra depressione paralizzante e creatività maniacale, gli entusiasmi, le inquietudini e la battaglia contro il mondo della medicina che tendeva a osteggiarlo. Quasi in tempo reale assistiamo, negli anni di "Risvegli", al radicarsi in lui della convinzione che non ci sia approccio clinico valido senza "comprensione empatica e compassionevole" del paziente. E che ogni malattia sia in fondo, come diceva Novalis, "un problema musicale", così come ogni cura è "una soluzione musicale". Ma, soprattutto, queste lettere – che per Sacks sono a un tempo estensione della pratica medica, pagine di diario e strumento di autoanalisi – celano un giacimento inestimabile di umanità e di acume, di insaziabile curiosità e stupore infantile, con il quale questo singolare, debordante "astronomo del mondo interiore" torna ancora una volta a incantarci.

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