Abstract: E se l'identità non fosse una scelta privata ma il riflesso di una sentenza collettiva?In questo saggio limpido e tagliente, Didier Eribon mostra come la società assegni posti, tracci confini e pronunci "verdetti" che si imprimono nelle vite e spesso le inchiodano. Dalla propria traiettoria di "transfuga di classe" – un ragazzo gay cresciuto in una famiglia operaia nella Francia del dopoguerra – l'autore indaga vergogna e colpa non come responsabilità individuali, ma in quanto risposte apprese dai dispositivi dell'esclusione.Intrecciando autobiografia e analisi teorica, Eribon dialoga con Bourdieu ed Ernaux, con Beauvoir e Sartre, con la letteratura del Novecento e la sociologia contemporanea, per mostrare come i giudizi sociali abitino i corpi e plasmino le soggettività. Ne scaturisce un libro che rinnova l'indagine sui meccanismi di classe e illumina il ruolo decisivo – e ambivalente – delle istituzioni, dalla scuola alla giustizia, fino alla politica.La società come verdetto smonta l'ideologia meritocratica, mette a nudo il peso delle etichette e indica come riappropriarsi criticamente del proprio passato per trasformare il presente. È un invito a riconoscere ciò che ci determina per poterlo finalmente cambiare.
Titolo e contributi: La società come verdetto. Classi, identità, traiettorie
Pubblicazione: L'orma editore, 12/11/2025
ISBN: 9791254761410
Data:12-11-2025
E se l'identità non fosse una scelta privata ma il riflesso di una sentenza collettiva?In questo saggio limpido e tagliente, Didier Eribon mostra come la società assegni posti, tracci confini e pronunci "verdetti" che si imprimono nelle vite e spesso le inchiodano. Dalla propria traiettoria di "transfuga di classe" – un ragazzo gay cresciuto in una famiglia operaia nella Francia del dopoguerra – l'autore indaga vergogna e colpa non come responsabilità individuali, ma in quanto risposte apprese dai dispositivi dell'esclusione.Intrecciando autobiografia e analisi teorica, Eribon dialoga con Bourdieu ed Ernaux, con Beauvoir e Sartre, con la letteratura del Novecento e la sociologia contemporanea, per mostrare come i giudizi sociali abitino i corpi e plasmino le soggettività. Ne scaturisce un libro che rinnova l'indagine sui meccanismi di classe e illumina il ruolo decisivo – e ambivalente – delle istituzioni, dalla scuola alla giustizia, fino alla politica.La società come verdetto smonta l'ideologia meritocratica, mette a nudo il peso delle etichette e indica come riappropriarsi criticamente del proprio passato per trasformare il presente. È un invito a riconoscere ciò che ci determina per poterlo finalmente cambiare.
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