Il paese del melodramma
Risorsa locale

Barilli, Bruno

Il paese del melodramma

Abstract: Quando apparve nel 1930, Il "Paese del melodramma" fu come un colpo di scure piantato sulla tavola impeccabilmente imbandita dei musicologi "competenti", per i quali Verdi coincideva solo con la ""verve" discreta e senile" del "Falstaff". Contro quegli "intellettuali accantonati ed ostili" Barilli rivendicava la grandezza perentoria e insindacabile del Verdi del "Trovatore" e dell'"Aida". Oggi la causa di Verdi è ampiamente vinta, sicché il lettore potrà concentrarsi sulle fascinazioni descrittive ed evocative del capolavoro di Barilli. Sugli sfondi ambientali, anzitutto, a partire da una Parma simile a un "dedalo di straducole, porticati, tane e borghetti carichi di passione, di violenza e di generosità"; poi sulla disamina di singole opere, sempre sintetizzate in modo geniale e obliquo, dal "Matrimonio segreto" al "Barbiere di Siviglia"; e infine sui personaggi: dai grandi musicisti come Cimarosa e Puccini alle "prime donne" del canto, dal violinista di strada Migliavacca al contrabbassista virtuoso Giovanni Bottesini.Questo affresco formicolante e metamorfico trova il suo mastice soprattutto nella stupefacente forza dello stile, che accumula arcaismi e neologismi, rigore e stravaganza, sinestesie e ossimori, metafore ora aggressive e accese, ora geometriche e gelate, amalgamando il tutto con una coerenza euforica e temeraria, così come in un difficile e capriccioso contrappunto ogni voce concorre a formare "la" voce, quella che l'ascoltatore non può dimenticare.


Titolo e contributi: Il paese del melodramma

Pubblicazione: Adelphi, 25/11/2025

EAN: 9788845915246

Data:25-11-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 25-11-2025

Quando apparve nel 1930, Il "Paese del melodramma" fu come un colpo di scure piantato sulla tavola impeccabilmente imbandita dei musicologi "competenti", per i quali Verdi coincideva solo con la ""verve" discreta e senile" del "Falstaff". Contro quegli "intellettuali accantonati ed ostili" Barilli rivendicava la grandezza perentoria e insindacabile del Verdi del "Trovatore" e dell'"Aida". Oggi la causa di Verdi è ampiamente vinta, sicché il lettore potrà concentrarsi sulle fascinazioni descrittive ed evocative del capolavoro di Barilli. Sugli sfondi ambientali, anzitutto, a partire da una Parma simile a un "dedalo di straducole, porticati, tane e borghetti carichi di passione, di violenza e di generosità"; poi sulla disamina di singole opere, sempre sintetizzate in modo geniale e obliquo, dal "Matrimonio segreto" al "Barbiere di Siviglia"; e infine sui personaggi: dai grandi musicisti come Cimarosa e Puccini alle "prime donne" del canto, dal violinista di strada Migliavacca al contrabbassista virtuoso Giovanni Bottesini.Questo affresco formicolante e metamorfico trova il suo mastice soprattutto nella stupefacente forza dello stile, che accumula arcaismi e neologismi, rigore e stravaganza, sinestesie e ossimori, metafore ora aggressive e accese, ora geometriche e gelate, amalgamando il tutto con una coerenza euforica e temeraria, così come in un difficile e capriccioso contrappunto ogni voce concorre a formare "la" voce, quella che l'ascoltatore non può dimenticare.

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