Abstract: Cosa significa essere liberi in una società divisa da linee economiche? È questa la domanda da cui parte Denise Celentano per accompagnarci nel suo viaggio nei meandri socio-filosofici delle classi sociali; o almeno di quel che ne resta oggi. In un tempo in cui la coscienza ha lasciato il posto all' incoscienza di classe e in cui veniamo illusi che basti performare ciò che non siamo per poter accedere a mondi che ci sono preclusi per diritto di nascita. Se infatti abbiamo smesso di essere coscienti delle classi, loro al contrario non hanno smesso di condizionare le nostre vite e di definire il nostro orizzonte di possibilità, di determinare quanto ci è permesso o meno di fare, i posti a cui possiamo avere accesso, le parole che ci è consentito dire e non dire. In una società che, come mai prima nella storia, promette libertà per tutti è sempre piú duro scontrarsi con una realtà nella quale molti, la gran parte di noi, devono lavorare per guadagnarsi un'uguaglianza garantita solo sulla carta. Un lavoro che molto spesso, quasi sempre, si rivela inutile. E quindi? Quindi forse per non ammalarci di senso di impotenza e di sconforto è il caso di tornare a prendere atto che per essere liberi servono i mezzi: una consapevolezza da cui ripartire per provare a cambiare le cose.
Titolo e contributi: Liberi in un mondo che schiaccia. Cosa resta delle classi?
Pubblicazione: EINAUDI, 16/12/2025
Data:16-12-2025
Cosa significa essere liberi in una società divisa da linee economiche? È questa la domanda da cui parte Denise Celentano per accompagnarci nel suo viaggio nei meandri socio-filosofici delle classi sociali; o almeno di quel che ne resta oggi. In un tempo in cui la coscienza ha lasciato il posto all' incoscienza di classe e in cui veniamo illusi che basti performare ciò che non siamo per poter accedere a mondi che ci sono preclusi per diritto di nascita. Se infatti abbiamo smesso di essere coscienti delle classi, loro al contrario non hanno smesso di condizionare le nostre vite e di definire il nostro orizzonte di possibilità, di determinare quanto ci è permesso o meno di fare, i posti a cui possiamo avere accesso, le parole che ci è consentito dire e non dire. In una società che, come mai prima nella storia, promette libertà per tutti è sempre piú duro scontrarsi con una realtà nella quale molti, la gran parte di noi, devono lavorare per guadagnarsi un'uguaglianza garantita solo sulla carta. Un lavoro che molto spesso, quasi sempre, si rivela inutile. E quindi? Quindi forse per non ammalarci di senso di impotenza e di sconforto è il caso di tornare a prendere atto che per essere liberi servono i mezzi: una consapevolezza da cui ripartire per provare a cambiare le cose.
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