Il nuovo nell'antico. Architettura e paesaggio italiano
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Zermani, Paolo

Il nuovo nell'antico. Architettura e paesaggio italiano

Abstract: "In Italia ogni metro quadrato di terra che noi scaviamo custodisce ciò che resta del corpo e degli atti di un uomo vissuto nei secoli precedenti. La terra è dunque sacra. Cosa ci autorizza a dimenticarlo? È a partire da questa considerazione, propria alla condizione italiana ed estensibile al contesto occidentale europeo, che deve trovare ragione il lavoro dell'architetto. La deriva estetica ed etica in atto, che non risparmia l'architettura, ha origine da una dissoluta e strumentale interpretazione della modernità, una finta adesione alle tematiche ambientali, una impropria delega agli strumenti tecnologici e un asservimento acritico alle richieste dell'economia di mercato. Queste espressioni non danno vita ad alcuna condizione evolutiva, ma unicamente a pretestuose dichiarazioni di 'appartenenza al proprio tempo'. Solo considerando la condizione attuale dell'architettura all'interno della processualità che ne ha determinato la secolare formazione, vicenda in cui l'Italia ha un ruolo centrale, si può confidare di vedere la luce di un nuovo inizio, affidato al reimpianto, non al rimpianto." Paolo Zermani


Titolo e contributi: Il nuovo nell'antico. Architettura e paesaggio italiano

Pubblicazione: La nave di Teseo +, 19/12/2025

EAN: 9788893956789

Data:19-12-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 19-12-2025

"In Italia ogni metro quadrato di terra che noi scaviamo custodisce ciò che resta del corpo e degli atti di un uomo vissuto nei secoli precedenti. La terra è dunque sacra. Cosa ci autorizza a dimenticarlo? È a partire da questa considerazione, propria alla condizione italiana ed estensibile al contesto occidentale europeo, che deve trovare ragione il lavoro dell'architetto. La deriva estetica ed etica in atto, che non risparmia l'architettura, ha origine da una dissoluta e strumentale interpretazione della modernità, una finta adesione alle tematiche ambientali, una impropria delega agli strumenti tecnologici e un asservimento acritico alle richieste dell'economia di mercato. Queste espressioni non danno vita ad alcuna condizione evolutiva, ma unicamente a pretestuose dichiarazioni di 'appartenenza al proprio tempo'. Solo considerando la condizione attuale dell'architettura all'interno della processualità che ne ha determinato la secolare formazione, vicenda in cui l'Italia ha un ruolo centrale, si può confidare di vedere la luce di un nuovo inizio, affidato al reimpianto, non al rimpianto." Paolo Zermani

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