Abstract: Da anni ci raccontiamo di essere vittime della tecnologia: prigionieri degli algoritmi, manipolati dai social, sopraffatti da un'intelligenza artificiale che decide al posto nostro. È una narrazione diffusa, seducente e profondamente comoda. Ma rischia di diventare una scorciatoia che ci assolve e ci indebolisce. Questo libro propone un cambio di prospettiva: piattaforme digitali e intelligenza artificiale non sono soggetti autonomi, ma strumenti progettati da esseri umani e alimentati quotidianamente dalle nostre scelte. Se funzionano, è perché li usiamo. Se ci condizionano, è anche perché rinunciamo a governarli. Senza negare i rischi reali dell'ecosistema digitale – dalla sorveglianza alla polarizzazione, dalla dipendenza alla manipolazione – l'autore si concentra su ciò che spesso viene rimosso dal dibattito pubblico: la responsabilità personale. Al centro torna la persona, con la sua libertà concreta, imperfetta ma decisiva.Attraverso esempi, riflessioni e provocazioni che toccano la politica, la scuola, il lavoro e la vita quotidiana, il libro propone una postura controcorrente: abitare il digitale senza subirlo, usare la tecnologia senza farsi usare, allenare la libertà invece di delegarla. Perché la tecnologia non è un destino. E la partita, nel bene e nel male, la giochiamo noi.
Titolo e contributi: Non è colpa dell'algoritmo! Idee per usare bene la nostra libertà nell'era digitale
Pubblicazione: Egea, 26/02/2026
ISBN: 9791222931036
Data:26-02-2026
Da anni ci raccontiamo di essere vittime della tecnologia: prigionieri degli algoritmi, manipolati dai social, sopraffatti da un'intelligenza artificiale che decide al posto nostro. È una narrazione diffusa, seducente e profondamente comoda. Ma rischia di diventare una scorciatoia che ci assolve e ci indebolisce. Questo libro propone un cambio di prospettiva: piattaforme digitali e intelligenza artificiale non sono soggetti autonomi, ma strumenti progettati da esseri umani e alimentati quotidianamente dalle nostre scelte. Se funzionano, è perché li usiamo. Se ci condizionano, è anche perché rinunciamo a governarli. Senza negare i rischi reali dell'ecosistema digitale – dalla sorveglianza alla polarizzazione, dalla dipendenza alla manipolazione – l'autore si concentra su ciò che spesso viene rimosso dal dibattito pubblico: la responsabilità personale. Al centro torna la persona, con la sua libertà concreta, imperfetta ma decisiva.Attraverso esempi, riflessioni e provocazioni che toccano la politica, la scuola, il lavoro e la vita quotidiana, il libro propone una postura controcorrente: abitare il digitale senza subirlo, usare la tecnologia senza farsi usare, allenare la libertà invece di delegarla. Perché la tecnologia non è un destino. E la partita, nel bene e nel male, la giochiamo noi.
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag