I cappelletti reggiani. Il trionfo dello stracotto
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Bagnoli, Giuliano - Salvarani, Fulvia - Morini, Danilo

I cappelletti reggiani. Il trionfo dello stracotto

Abstract: Nel Reggiano si dice che ogni cà la gh'ha la sóo risèta ed caplèt, ogni casa ha la propria ricetta dei cappelletti, intendendo che ogni šdôra, la reggitrice, ha la sua di ricetta, considerata la migliore dai suoi famigliari. In effetti, realizzare i cappelletti è una tradizione reggiana da quando il popolo si dilettava a produrre questa pasta ripiena per solennizzare le feste, soprattutto quelle religiose, che seguivano a interminabili periodi di astinenza e digiuno. E ogni casa produceva cappelletti con qualche piccola differenza. Ma quando e a chi venne l'idea di cucinare le carni secondo una cottura lunga ma controllata per farne un ripieno più saporito? Perché il nome "cappelletti"? Quando questa pasta divenne effettivamente una tradizione?Giuliano Bagnoli ci porta con sé in un viaggio di tradizioni, frutto di dati, articoli, testimonianze e memorie condivise. Dagli ultimi secoli dell'Alto Medioevo al Rinascimento, quando l'arte culinaria raggiunse il suo massimo di definizione, fino ai secoli successivi e alle ricette raccolte in tutti gli angoli della provincia.Il libro è impreziosito da foto, illustrazioni e poesie in dialetto reggiano.


Titolo e contributi: I cappelletti reggiani. Il trionfo dello stracotto

Pubblicazione: Compagnia editoriale Aliberti, 17/02/2026

EAN: 9788899276850

Data:17-02-2026

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 17-02-2026

Nel Reggiano si dice che ogni cà la gh'ha la sóo risèta ed caplèt, ogni casa ha la propria ricetta dei cappelletti, intendendo che ogni šdôra, la reggitrice, ha la sua di ricetta, considerata la migliore dai suoi famigliari. In effetti, realizzare i cappelletti è una tradizione reggiana da quando il popolo si dilettava a produrre questa pasta ripiena per solennizzare le feste, soprattutto quelle religiose, che seguivano a interminabili periodi di astinenza e digiuno. E ogni casa produceva cappelletti con qualche piccola differenza. Ma quando e a chi venne l'idea di cucinare le carni secondo una cottura lunga ma controllata per farne un ripieno più saporito? Perché il nome "cappelletti"? Quando questa pasta divenne effettivamente una tradizione?Giuliano Bagnoli ci porta con sé in un viaggio di tradizioni, frutto di dati, articoli, testimonianze e memorie condivise. Dagli ultimi secoli dell'Alto Medioevo al Rinascimento, quando l'arte culinaria raggiunse il suo massimo di definizione, fino ai secoli successivi e alle ricette raccolte in tutti gli angoli della provincia.Il libro è impreziosito da foto, illustrazioni e poesie in dialetto reggiano.

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