Laboriose inezie
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Manganelli, Giorgio

Laboriose inezie

Abstract: "Non v'è nulla di più futile della recensione" si legge nel risvolto, inequivocabilmente d'autore, della prima edizione di questo libro: e chi scrive, costretto a elaborare "idee piccole, tascabili, biodegradabili", è solo "il buffone del buffone". Ma questa irridente autodenigrazione non deve ingannare il lettore: quando parla di "fatuità insolente", Manganelli allude alla sfrenata libertà della recensione, nella quale riconosce un vero e proprio genere letterario, che sembra destinato a scomparire. E quando dichiara che il suo estensore è "il buffone del buffone", in realtà non fa che precisare la natura di tale genere: "letteratura sulla letteratura", dove la recensione può finire per assumere la forma dell'oggetto di cui tratta. Ogni libro per Manganelli è infatti "incarnazione di un "numen"", e non tollera definizioni didascaliche: è impossibile, per esempio, dire che cosa sia il "Don Chisciotte", giacché l'opera, come un cristallo dalle innumerevoli facce, si rivela a ogni lettura "identica e diversa, insondabile". Si può tuttavia evocarne il segreto, così come si chiama un fantasma o un demone. E in questa arte divinatoria Manganelli si dimostra ineguagliabile.


Titolo e contributi: Laboriose inezie

Pubblicazione: Adelphi, 13/03/2026

EAN: 9788845940705

Data:13-03-2026

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 13-03-2026

"Non v'è nulla di più futile della recensione" si legge nel risvolto, inequivocabilmente d'autore, della prima edizione di questo libro: e chi scrive, costretto a elaborare "idee piccole, tascabili, biodegradabili", è solo "il buffone del buffone". Ma questa irridente autodenigrazione non deve ingannare il lettore: quando parla di "fatuità insolente", Manganelli allude alla sfrenata libertà della recensione, nella quale riconosce un vero e proprio genere letterario, che sembra destinato a scomparire. E quando dichiara che il suo estensore è "il buffone del buffone", in realtà non fa che precisare la natura di tale genere: "letteratura sulla letteratura", dove la recensione può finire per assumere la forma dell'oggetto di cui tratta. Ogni libro per Manganelli è infatti "incarnazione di un "numen"", e non tollera definizioni didascaliche: è impossibile, per esempio, dire che cosa sia il "Don Chisciotte", giacché l'opera, come un cristallo dalle innumerevoli facce, si rivela a ogni lettura "identica e diversa, insondabile". Si può tuttavia evocarne il segreto, così come si chiama un fantasma o un demone. E in questa arte divinatoria Manganelli si dimostra ineguagliabile.

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