Comportati come se fossi felice
Risorsa locale

Alloni, Marco - Magris, Claudio

Comportati come se fossi felice

Abstract: L'ebraismo non è lo Stato israeliano. Tutto ciò che l'ebraismo ha prodotto sul piano culturale rimane un capitale per chiunque di noi a prescindere da quanto le politiche di Tel Aviv lo abbiano in questi anni contraddetto, umiliato e oltraggiato. Magris, illustre conoscitore della cultura e letteratura ebraica, in queste pagine lo anticipa. Tra le molte riflessioni sull'esistenza e la letteratura, ci parla della "anti-idolatria", della "epicità" del popolo ebraico, ci rammenta della sua proverbiale "ironia", ci parla della capacità ebraica di sanare un senso "forte" della vita con un suo senso "debole" e "ironico", ci parla di "rifiuto del pathos". E da ogni sua considerazione – dalle più private alle più universali – traiamo una lezione irrinunciabile: a decidere della nostra etica non sono le grandi dicotomie, ma la nostra capacità di orientarci tra esse, di attingere ai grandi sistemi di pensiero ciò che attiene al bene rigettando ciò che attiene al male.


Titolo e contributi: Comportati come se fossi felice

Pubblicazione: Compagnia editoriale Aliberti, 18/03/2026

Data:18-03-2026

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-03-2026

L'ebraismo non è lo Stato israeliano. Tutto ciò che l'ebraismo ha prodotto sul piano culturale rimane un capitale per chiunque di noi a prescindere da quanto le politiche di Tel Aviv lo abbiano in questi anni contraddetto, umiliato e oltraggiato. Magris, illustre conoscitore della cultura e letteratura ebraica, in queste pagine lo anticipa. Tra le molte riflessioni sull'esistenza e la letteratura, ci parla della "anti-idolatria", della "epicità" del popolo ebraico, ci rammenta della sua proverbiale "ironia", ci parla della capacità ebraica di sanare un senso "forte" della vita con un suo senso "debole" e "ironico", ci parla di "rifiuto del pathos". E da ogni sua considerazione – dalle più private alle più universali – traiamo una lezione irrinunciabile: a decidere della nostra etica non sono le grandi dicotomie, ma la nostra capacità di orientarci tra esse, di attingere ai grandi sistemi di pensiero ciò che attiene al bene rigettando ciò che attiene al male.

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.