Abstract: A metà Cinquecento, Lazzaro del Tormes, un banditore di vini dell’illustre città di Toledo, sollecitato da «Vossignoria» che vuole essere ragguagliato dettagliatamente sul «caso» (il ménage à trois di cui in città si sparla, e che coinvolge il protagonista, sua moglie e l’arciprete di San Salvador), scrive una lettera, nella quale il racconto della sua vita, oltre a dar conto del «caso», serve a «mostrare quanta virtù ci sia nel sapersi gli uomini elevare, essendo di bassa condizione, e nel lasciarsi cadere, essendo nati in alto, quanto vizio». Romanzo autobiografico e di formazione, l’epistola faceta di Lazzaro è un capolavoro di stile ironico, di cui il protagonista, adulto e narratore, si serve per suggerire una feroce denuncia della società spagnola dell’epoca, fondata su un sistema di valori (etici, religiosi, sociali e ideologici) che, nel corso della narrazione, subisce uno spietato smascheramento e un radicale sovvertimento. Il lettore comprende presto che, dietro al nome di Lazzaro, non può che esserci un autore di grande cultura e di formazione umanistica, forse proprio dell’ambiente clericale, e che l’anonimato è d’obbligo per una scrittura così irriverente e moderna contro i cardini della cultura della sua epoca.
Titolo e contributi: Lazarillo de Tormes / introduzione, traduzione e note di Gilberto Greco
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1990
Descrizione fisica: XXII, 87 p. ; 18 cm
Serie: I libri di Millelibri - I grandi libri Garzanti ; 421
Data:1990
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Spagnolo (lingua dell'opera originale)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Pellio Intelvi | 860 Letteratura spagnola e portoghese 863 LAZ | PI-4162 | Su scaffale | Non disponibile | |
| Como | 863 LAZ | CO-370144 | Su scaffale | Disponibile |