Abstract: Chi saprà dire chi sono, chi saprà raccontare, raccontarmi, la mia unicità? Mentre la filosofia, fin dai tempi di Platone, punta all’universale astratto, la narrazione – incarnata esemplarmente dalla figura femminile di Sheherazade, tessitrice di racconti – si volge al particolare di una storia unica e irripetibile. L’arte delicata della narrazione dona a ogni essere il proprio disegno unitario, la propria “cicogna” – per dirla con Karen Blixen – all’interno di uno spazio che è sempre intersoggettivo, relazionale, esposto allo sguardo e al racconto dell’altro. Il pronome della biografia è il tu. Attraverso le testimonianze di narratori e narratrici, poemi e miti antichi, e richiamando anche le pratiche femministe dei gruppi di autocoscienza, Adriana Cavarero traccia le linee di una “filosofia della narrazione” che, affidata alle donne e all’amore per la vita, si propone come cura per un pensiero maschile da sempre votato all’astratta definizione e alla morte. "C’è un’etica del dono nel piacere del narratore: chi narra, non solo intrattiene, ma regala ai protagonisti delle sue storie la loro cicogna. [...] Nulla risponde al desiderio umano più del racconto della nostra storia. Prima ancora di rivelare il significato di una vita, la biografia ne riconosce dunque il desiderio".
Titolo e contributi: Tu che mi guardi, tu che mi racconti : filosofia della narrazione / Adriana Cavarero
Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 1997
Descrizione fisica: 190 p. ; 20 cm
ISBN: 880747011X
EAN: 9788807470110
Data:1997
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Cantù | 800 Letteratura, critica e retorica LA - 5056 | CA-95159 | Su scaffale | Disponibile | |
| Brunate | 800 Letteratura, critica e retorica 801 CAV | BR-8843 | Su scaffale | Disponibile | |
| Cantù | Saggistica adulti L - 8633 | CA-53297 | Su scaffale | Disponibile |