Abstract: Il libro contiene riflessioni sulla facoltà di linguaggio, cioè sulla natura umana. Prendere la parola: questo evento così familiare costituisce nondimeno la base sperimentale più attendibile per affrontare molti problemi capitali della filosofia, dal rapporto tra potenza e atto alla formazione dell'autocoscienza. Partendo dal microcosmo dell'enunciazione, Virno allarga via via l'angolo visuale sulla ricerca: dopo aver messo in luce il carattere costituitivamente pubblico (meglio ancora, politico) della mente linguistica, esamina il nesso tra requisiti biologici invarianti e mutevoli esperienze storiche. Il punto di arrivo è un originale concetto di «storia naturale». L'autore intende dimostrare che le condizioni di possibilità della nostra esperienza (presupposti trascendentali in gergo kantiano, prerogative specie-specifiche in gergo evoluzionista) non restano sullo sfondo, ma sono esse pure oggetto di esperienza immediata: a tal scopo passa in rassegna le occasioni in cui la natura umana conosce una completa rivelazione, ovvero consegue una piena visibilità empirica. «Queste tesi - scrive Virno - rischiano di irritare tanto i patiti dell'ermeneutica, quanto i cultori delle scienze cognitive. I primi rinfacceranno loro uno sfrenato naturalismo; i secondi, la tendenza a prendere sul serio molte questioni squisitamente metafisiche. Mi piacerebbe poter dire che entrambe le critiche sono fondate. Infatti, se cumulate, a me sembrano involontari elogi».
Titolo e contributi: Quando il verbo si fa carne : linguaggio e natura umana / Paolo Virno ; postfazione di Daniele Gambara
Pubblicazione: Torino : Bollati Boringhieri, 2003
Descrizione fisica: 244 p. ; 22 cm
ISBN: 8833914682
Data:2003
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Mariano Comense | 400 Linguaggio 401 VIR | MC-62522 | Su scaffale | Disponibile |