Abstract: Genere des plus riches, des plus agréables et des plus feconds de la peinture - come recita la nota affermazione dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert - il paesaggio ha esercitato e continua a esercitare un forte fascino, proprio per il suo suggerire sensazioni e stati d'animo con straordinaria immediatezza. Superando il ristretto concetto di genere, è possibile cogliere l'attenzione per il paesaggio già nelle ricerche dei senesi del Trecento, nel gusto paesistico veneziano, nella sintesi prospettico-luministica di Piero della Francesca, nello sfumato di Leonardo, solo per citare alcuni dei momenti chiave degli antefatti di un genere che verrà codificato nel Seicento. La grande stagione del paesaggio prende infatti avvio dal realismo dei pittori olandesi, primo fra tutti Jacob Van Ruysdael, e dal classicismo dei Carracci, giungendo, con l'arte di Nicolas Poussin, al tentativo estremo di idealizzazione della natura. Nel clima illuministico che caratterizza la cultura settecentesca, il paesaggio raggiunge un'estensione e un'autonomia mai viste prima. Dalla diffusa moda del Grand Tour si origina il fenomeno del vedutismo che, dopo il periodo romano di Gaspard Van Wittel, raggiunge gli esiti più alti a Venezia con Canaletto, Bellotto e Guardi. L'Ottocento, secolo d'oro del paesaggio, si apre su due prospettive principali: il neoclassicismo e il naturalismo, che, attraverso il romanticismo di Turner e Constable sul versante inglese, di Friedrich su quello tedesco e le prime sperimentazioni di pittura en plein air di Corot e della scuola di Barbizon, sfocerà nell'impressionismo. Dalle regate ad Argenteuil di Monet ai bagni alla Grenouìllère di Renoir, dai pioppi lungo l'Oise di Sisley alla montagna Sainte-Victoire di Cézanne, il percorso impressionista si snoda fino alla fuga di Gauguin dall'Europa verso le incorrotte isole del Pacifico. Nell'ultimo decennio dell'Ottocento si assiste in pittura a una sorta di allarmante consuntivo del difficile incontro con la natura: se Corot ha aperto la vicenda del paesaggio moderno, Van Gogh la chiude con i quadri dipinti nel 1890, nell'imminenza del suicidio, dove il turbamento e l'angoscia hanno preso il posto della serena pittura di Corot, a indicare il sostanziale fallimento dell'incontro tra l'uomo e la natura, obiettivo del secolo. In questa direzione si arriva, nel corso del Novecento, attraverso una proliferazione di movimenti, correnti e tendenze, a un progressivo individualismo: si mol-tiplicano le diverse interpretazioni del paesaggio, con un unico denominatore comune che è l'affermazione, da parte dell'artista, della propria individualità.
Titolo e contributi: Il paesaggio nell'arte / Francesca Castria Marchetti, Gabriele Crepaldi
[Ripr. facs.]
Pubblicazione: Milano : Electa, [2005]
Descrizione fisica: 303 p. : ill. color. ; 28 cm
ISBN: 8837040024
Data:2005
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Montano Lucino | 750 Pittura 758 CAS | MI-11989 | Su scaffale | Disponibile | |
| Vertemate con M. | 750 Pittura 758 CAS | VM-2992 | Su scaffale | Disponibile | |
| Alzate Brianza | 750 Pittura 758 CAS | AZ-8290 | Su scaffale | Disponibile | |
| Appiano Gentile | 750 Pittura 758 CAS | AG-26708 | Su scaffale | Disponibile |