Abstract: Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il New Yorker, sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt banale, e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
Titolo e contributi: La banalità del male : Eichmann a Gerusalemme / Hannah Arendt
Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 1992
Descrizione fisica: 316 p. ; 23 cm
ISBN: 8807081113
Data:1992
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| San Siro | 340-350 Diritto e amministrazione pubblica 341.6 ARE | ss-3215 | Su scaffale | Disponibile |