Abstract: Questo giallone hard-boiled merita considerazione soprattutto per l'ossessione della ripetizione che lo muove e lo struttura. Eddie il pianista, il protagonista e narratore, è condannato a ripetere tutto. Smette di suonare il pianoforte e deve tornare a suonare il pianoforte, ma non più come prestigioso concertista, quanto da strimpellatore honky-tonk in un bar per alcolizzati. Due donne che ama muoiono per colpa sua, per la sua incapacità di dire e fare la cosa giusta al momento giusto, per la sua ansia di dimostrarsi un vero uomo. Deve tornare nella casa della sua infanzia miserabile e sbattere di nuovo il muso sul fallimento della propria famiglia. Deve tornare a usare i pugni quando proprio non ne ha alcuna voglia. E alla fine della vicenda, scatenata dal ritorno dei suoi fratelli malavitosi di mezza tacca nella sua vita, si ritrova esattamente nella situazione della partenza. E' un vero e proprio tormento di Sisifo, un incubo cupo e tremendamente concreto. Gran romanzo, peccato che la traduzione qua e là cigoli un po'... a Salvi dovrebbero dire che il Thompson è un mitra, non una pistola, quindi i fratelli Lynn non brandicono *le* Thompson, ma *i* Thompson. Inoltre, perché mai Fofi nella postfazione chiama il proprietario della bettola l'Orso invece che Lo Stritolatore, com'è nel romanzo? Piccoli misteri dell'editoria!
Titolo e contributi: Sparate sul pianista : romanzo / David Goodis ; traduzione dall'inglese di Francesco Salvi ; postfazione di Goffredo Fofi
Pubblicazione: Roma : Fanucci, 2003
Descrizione fisica: 215 p. ; 22 cm
ISBN: 8834709640
Data:2003
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia