Abstract: «Perfetto nella struttura, originale nell'ambito di un ìndigenismo non di maniera»: così Giuseppe Bellini definisce questo romanzo, pubblicato nel 1936 dal grande scrittore peruviano Ciro Alegria; e colpisce subito, infatti, in questa potente, fluida narrazione, la maestria dello scrittore nel seguire le vicende dì un intero mondo attraverso i cani che lo popolano; cani randagi, che vivono una vita non molto diversa da quella dei loro padroni, perché la sofferenza degli uni è la stessa sofferenza degli altri. In questa realtà elementare, fatta soprattutto di forti contrasti —cam-pesinos e latifondisti, indios e ispanici, popolo e oligarchia — è la fame la grande protagonista; quella fame che rende simili uomini e animali, che li spinge a odiarsi, a uccidersi a vicenda; e la terra — quella affascinante delle Ande, con la loro incontaminata bellezza — è al centro di questo dramma, con ì suoi cicli stagionali che possono significare fortuna o disastro. Una terra cruda e crudele, «dove la morte è onnipresente, dove nella solitudine, nella fame e nella disperazione si consumano i viventi, uomini e bestie, senza distinzione».
Titolo e contributi: I cani affamati / Ciro Alegría ; traduzione di Giuseppe Bellini ; cinque incisioni di Stefano Grasselli
Pubblicazione: Reggio Emilia : Mavida, c2008
Descrizione fisica: 177 p. ; 21 cm
Serie: Le storie / Mavida ; 6
ISBN: 9788836810628
Data:2008
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Cadorago | 860 Letteratura spagnola e portoghese 863 ALE | CD-18561 | Su scaffale | Disponibile |