La fossa
Libri Moderni

Kuprin, Aleksandr Ivanovič <1870-1938>

La fossa

Abstract: La fossa che dà il titolo al romanzo è il quartiere a luci rosse nei sobborghi di Kiev dove, alla fine del 1800 sorgevano trenta e più case di tolleranza, diverse nel prezzo, “nella scelta delle donne più o meno belle, nei vestiti più o meno eleganti, nello sfoggio delle acconciature e nel lusso delle camere”, un quartiere tutto compreso entro due strade, la Grande e la Piccola Jamaskaja, occupate esclusivamente da entrambi i lati da questi locali. La vicenda narrata da Kuprin è la storia di una di queste case, la casa di second’ordine di Anna Markova, una di quelle in cui si pagano due rubli per una visita (in quelle di primo ordine se ne pagano tre; quelle da un rublo o, peggio, da cinquanta copeche, sono sordide e miserabili, le camere da letto sembrano stalle, divise da sottili tramezzi che non arrivano al soffitto, sui letti, al disopra di sacchi di paglia sono buttati lenzuoli “incincignati, stracciati, che il tempo e le macchie hanno scurito”), storia compresa tra il breve apogeo della sua fortuna e il suo repentino crollo, contemporaneo a quello dell’intero quartiere. “La fossa” può essere definito un romanzo di denuncia sociale, perfettamente in linea con l’intera produzione di Kuprin, uno dei maggiori rappresentanti di quel realismo sociale che ha caratterizzato la letteratura russa a cavallo tra 800 e 900 e che ha avuto in Gor’kij il suo esponente più illustre. Oggi lo definiremmo un romanzo – inchiesta, un reportage, e in effetti Kuprin si è avvalso per la sua stesura di un abbondante materiale documentario raccolto da lui stesso negli anni in cui viveva a Kiev. L’intento è quello di denunciare la pratica della prostituzione e di smascherare le connivenze sociali, ma anche politiche, che la fanno sopravvivere come un male necessario e tollerato, in nome del supposto diritto degli uomini, di tutti gli uomini, anche di quelli più stimati e più moralmente ineccepibili, di trovare uno sfogo alla loro natura esuberante. A Kuprin vanno riconosciuti sia il coraggio con cui affronta un tema così spinoso che l’energia e la determinazione con cui lo tratta, creando veri e propri quadri di costume vividi e, a modo loro indimenticabili, anche se, come spesso capita quando la narrazione si propone fini non letterari, i suoi personaggi appaiono più che altro degli emblemi artificiosi, delle “figurine” create appositamente per sostenere la tesi del loro creatore. Troviamo così la bella spietata e patetica, la contadinella inurbata, la ragazza enigmatica e avventurosa, il vecchio comico e disgustoso, il giovane ingenuo e innamorato, tutti plausibili ma, in fondo, tutti solo tratteggiati a due dimensioni, privi di una vera e propria ombra che li renda vivi. Ma, ovviamente, si tratta di uno scrittore russo, e allora è legittimo aspettarsi sorprese anche in un libro che non è certo un capolavoro.


Titolo e contributi: La fossa / Aleksandr Ivanovic Kuprin ; introduzione di Giovanna Spendel ; traduzione di Ettore Lo Gatto

Pubblicazione: Milano : Rizzoli, 1989

Descrizione fisica: 371 p. ; 18 cm

ISBN: 8817137375

Data:1989

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore) (Editore)

Soggetti:

Classi: 891.7342 Narrativa russa. 1917-1945 [22]

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 1989
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

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