Abstract: Io desidero fare un augurio. Vi auguro la pace, signor Presidente, a tutti voi auguro la pace perché la pace è la tranquillità dello spirito e della coscienza e per il compito che vi aspetta la serenità è la base fondamentale per giudicare. Non sono parole mie, sono parole di nostro Signore che lo raccomandò a Mosè: quando devi giudicare, che ci sia la massima serenità, che è la base fondamentale. Vi auguro ancora, signor Presidente, che questa pace vi accompagnerà per il resto della vostra vita. Era l'11 novembre del 1987, ultima udienza del primo maxiprocesso a Cosa nostra, quando poco prima che la Corte presieduta da Alfonso Giordano si ritirasse in camera di consiglio per emettere la sentenza, Michele Greco, il Papa della Mafia, chiese e ottenne la parola augurando la pace a tutta la Corte. Fu lui, il papa, a chiudere, con un'intimidazione velata e agghiacciante, il processo che si concluse con pesantissime condanne. Fu lui a scrivere in carcere il primo e unico memoriale che porti la firma di un capo dei capi. Greco, l'imprenditore che inventò due nuovi tipi di agrumi e che al contempo era il più scaltro dei mafiosi. L'autore, il giornalista di Repubblica Francesco Viviano, riporta le parole di quel memoriale e la vita di Greco, intingendo la penna nel solco dannato della mentalità mafiosa, intrisa di riti di sangue, di bugie e morte, di presunti codici d'onore e faide tra parenti. Fino a far riflettere sulla fine della mafia dei don, oggi decapitata di tutti i suoi vertici.
Titolo e contributi: Michele Greco : il memoriale / Francesco Viviano
Pubblicazione: Reggio Emilia : Aliberti, [2008]
Descrizione fisica: 156 p. ; 21 cm
Serie: Yahoopolis
ISBN: 9788874243655
Data:2008
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Rovellasca | 360 Problemi e servizi sociali 364.1 VIV | RV-16219 | Su scaffale | Disponibile |