Abstract: Brillanti e beffarde, colte e irriverenti, queste short stories veri e propri racconti dal vivo - vanno quasi a comporre un romanzo in frantumi e narrano di un luogo chiamato Belgrado, di un Paese chiamato Serbia in una travagliata fase di transizione. Velickovic presta la propria voce a una comunità lacerata, che vive in bilico tra un passato che non è mai passato e dal quale si ereditano conflitti, tragedie e triviali derive nazionalistiche, e un futuro appeso a un filo di incertezza e scetticismo che dovrà sciogliere il dilemma di una colpa collettiva. Acuto interprete degli umori, delle sensazioni e dei sogni nascosti di una città intera, così come del proprio spaesamento, l'autore è un intellettuale che ancora pratica il conosci te stesso pur se con laconico disincanto. La medesima disillusione con cui denuncia un regime che soffoca critica e dissenso, e un Occidente libero e democratico che getta bombe intelligenti nel cortile di casa sua. Una confessione che è insieme testimonianza civile e autoterapia, sguardo amaro e perdutamente ironico gettato sul presente da un luogo che in realtà è un vizio irrinunciabile. Questo vizio si chiama Belgrado.
Titolo e contributi: Serbia hardcore / Dusan Velickovic ; traduzione di Sergej Roic ; nota di Nicole Janigro
Pubblicazione: Rovereto : Zandonai, copyr. 2008
Descrizione fisica: VII, 177 p. ; 20 cm
EAN: 9788895538174
Data:2008
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Mariano Comense | 890 Letteratura russa, cinese, giapponese e di altre lingue 891.8 VEL | MC-75453 | In deposito | Disponibile |