Abstract: Una cesura separa la prima antichità, egizia, dalla seconda antichità, greco-latina. Constatarlo è condizione essenziale per accostarsi a una visione del mondo che si sottrae alla categoria dell'anticipazione imperfetta. Riguardo all'Egitto antico, infatti, non ha senso parlare di pre-filosofia, perché il pensiero che lo innerva non astrae dai domini specifici dell'esistenza e dalle sue forme di rappresentazione, ossia non procede per concetti né si struttura in metodo di conoscenza, in conoscenza delle conoscenze. Il punto di forza di questo saggio è riuscire a cogliere la pienezza di un universo mentale legato al sentire, più che al concepire quindi irriducibile a un abbozzo di miracolo greco e impenetrabile da parte della logica della non-contraddizione che ancora ci pervade -, senza occultare l'aporia di fondo: è possibile trattare dell'Egitto solo riferendosi alla Grecia e a noi stessi, anche se farlo significa necessariamente falsare il punto di vista. Il mistero, l'enigma (pensiamo alla Sfinge), siamo noi a creali; al tempo stesso, se non lo facessimo forse non comprenderemmo nulla dell'Egitto. Così vediamo come in uno specchio, in maniera confusa, ma riusciamo comunque a vedere qualcosa. E quello che intravediamo, dalla nostra estrema lontananza, è una sorta di sensismo sociale che poggia sull'animalità dell'uomo e si estende all'intero vivente, là dove vita e morte non si separano mai.
Titolo e contributi: Il pensiero dell'Egitto antico / Jean Fallot ; a cura [e traduzione] di Barbara Chitussi
Pubblicazione: Torino : Bollati Boringhieri, 2009
Descrizione fisica: 165 p. ; 20 cm
EAN: 9788833919973
Data:2009
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Como | OO-P-2011 | CO-321625 | Su scaffale | Disponibile |