Abstract: È da quando ho saputo che sarei diventato cieco che ho cominciato ad amare la pittura. Inizia così il racconto di Barnaba, un giovane ex ufficiale di Marina che a causa di una malattia malcurata sta perdendo progressivamente la vista. Barnaba ha deciso di sfruttare il tempo che gli rimane per fissare nella memoria alcuni capolavori dell'arte. E per questo che lo troviamo nel museo di Reims, tra le tele di Corot, Géricault e Delacroix. Ma Barnaba è li per un quadro in particolare: il Marat assassine di David. Quella tela, da quando l'ha vista in una riproduzione, è diventata un piccolo rovello: ha subito sentito che in qualche modo lo riguardava. Mentre Barnaba si aggira per le sale del museo, aggrappandosi ai dettagli per dare una forma ai dipinti la voce accesa e leggera di una donna gli si affianca. È Anne, di cui Barnaba non riesce ad afferrare nemmeno il colore esatto degli occhi. Anne ha indovinato il suo segreto e inizia a descrivergli i quadri che lui quasi non vede. Tra i due nasce come un gioco fatto di pudica sensualità, di intima tenerezza. Perché Anne in alcuni casi mente, racconta quello che non c'è, inventa particolari. E Barnaba lo sa. La voce di Anne diventa il filo da seguire nel labirinto che è il museo, che è la letteratura, alla scoperta di passaggi segreti, di percorsi di senso. E Barnaba si lascia condurre, prendendo a sua volta la parola per raccontare il suo Marat, in un continuo scambio di ruoli, quasi un codice amoroso.
Titolo e contributi: Nel museo di Reims / Daniele Del Giudice
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2010
Descrizione fisica: 54 p. ; 19 cm
EAN: 9788806203528
Data:2010
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Fino Mornasco | 850 Letteratura italiana, romena e delle lingue ladine 853 DEL | FM-39416 | Su scaffale | Disponibile | |
| Como | 853 DEL | CO-357337 | Su scaffale | Disponibile |