Abstract: Dicono di essere vestite, ma non lo sono. Sono delle depravate, destinate all'inferno. Prendetele, condannatele, frustatele! Il giovane predicatore tuona dal microfono contro Lubna e le altre donne che, in seguito a una retata, sono state condotte al suo cospetto. La loro colpa: indossare pantaloni. Che, secondo la sharia in vigore in Sudan dal 1989, sono vietati alle donne. E la pena per chi infrange la legge sono quaranta frustate. Molte delle depravate arrestate quella sera subiscono quell'umiliazione. A volte, ed è cronaca recente, qualcuna muore. Lubna si batte in tribunale e sfugge alla pena. Si rifugia in Francia, da dove continua la sua battaglia in difesa di quelle che non hanno la forza di ribellarsi a una legge iniqua. E anche di quelle che pensano davvero di meritarsi le frustate, i castighi, le restrizioni della libertà personale in nome di Allah. Ma Allah non ha mai pronunciato la parola sharia. Sono stati gli uomini a umiliare le donne con un coacervo di divieti che soffocano la libertà di metà della popolazione. Con esiti assudi: i pantaloni ampi che sono costati la condanna a Lubna, in Iran sono obbligatori. Sempre in nome di Allah. Lubna vuole dire a tutte le donne che non è scritto da nessuna parte nel Corano che la donna è inferiore, che non deve lavorare o studiare, che non può portare i pantaloni. E lo fa sapendo di attirarsi un'accusa di blasfemia. Ma è giunto il momento che le donne dicano basta.
Titolo e contributi: Maledetta : la mia battaglia contro il falso Islam che odia le donne / Lubna Ahmad Al-Hussein ; con Djenane Kareh Tager
Pubblicazione: Milano : Piemme, 2012
Descrizione fisica: 167 p . ; 22 cm
EAN: 9788856623048
Data:2012
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Uggiate Trevano | 290 Altre religioni 297.082 AHM | TF-15422 | Su scaffale | Disponibile |