Abstract: Oggi la scienza vanta poteri tecnologici quasi illimitati che suscitano speranze e, più ancora, timori. Ne è derivato un nuovo impulso alla produzione neocapitalistica che, del pari, insegue un'accumulazione illimitata, ma aggrava gli squilibri sociali e ambientali entro uno spazio ormai mondializzato. Sarebbe insensato limitare la libertà della ricerca teorica. Ma la metodologia delle scienze risulterebbe rinvigorita se un'ipotetica umanità in armonia con se stessa e con la natura fosse riguardata — anche dai saperi e dal loro statuto operativo — come pietra di paragone per una definizione teorica preliminare del mondo fisico e del vivente in generale e se, poi, con procedimento inverso, la stessa umanità fosse a sua volta ridefinita per il suo radicamento nella sostanza fisica e biologica. Non dunque dall'umano presente, ma da un'idea regolativa di umanità sociale utopicamente trasformata muoverebbe — retrospettivamente, in modo avveduto — la prima cognizione di ogni altra realtà. Ma dalla consaputa fisicità originaria e costitutiva di tutti gli esseri dovrebbe farsi strada un'opposta (e complementare) inter-pretazione realistica dello stesso mondo umano e del suo agire teleologico. «Trasformare» e perciò «interpretare», con Vico e con Marx. Filosofia della prassi canone di ogni ermeneutica. Nel primo percorso, un'etica farebbe da guida a un'ontologia; nel secondo, l'ontologia ci ricondurrebbe all'etica, ossia alla volontà collettiva di un kantiano «regno dei fini», nel quale individui liberi e liberamente associati potessero abitare una Terra pacificata e ecoriconciliata. Preconcepire dove possiamo saggiamente andare per comprendere da dove veniamo, nella finituciine del nostro essere. Sapere da dove veniamo per progettare e decidere un nostro dover essere senza varcare i limiti del, ponderato, poter essere. Una proiezione utopica, sulle orme di Bloch, sarebbe dunque la premessa al realismo del vecchio Lukàcs e anche la sua conclusione, nel disegno di una polis «transmoderna». E, con lo sguardo volto a quell'orizzonte, sarebbe insieme riproponibile (nonché emendabile) la dialettica storica di Hegel e infine di Gramsci, dialoganti con gli altri classici del pensiero antico e moderno.
Titolo e contributi: Realismo e utopia : in memoria di Lukacs e Bloch / Giuseppe Prestipino
Pubblicazione: Roma : Editori riuniti, 2002
Descrizione fisica: 551 p. ; 21 cm
ISBN: 8835952964
Data:2002
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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| Zelbio | 100 Filosofia 193 PRE | ZE-7589 | Su scaffale | Disponibile |