Abstract: C'è un'esultanza fortissima, una celebrazione della fortuna, quando uno scrittore è testimone degli albori di una cultura che si definisce da sé, ramo dopo ramo, foglia dopo foglia... scrive Walcott parlando dei Caraibi, e di uomini e donne che non leggono ma sono lì per essere letti, e se vengono letti nel modo giusto creano la propria letteratura. Non stupisce allora che egli consideri scrittori fratelli Saint-John Perse, Aimé Césaire e Patrick Chamoiseau. Ma il suo sguardo valica i confini dei Caraibi, per abbracciare un orizzonte ben più ampio: da Philip Larkin, che ha inventato una musa, il cui nome era Mediocrità, a Ted Hughes, che con la sua poesia ringhia come una bestia braccata, a Robert Frost, dalla saggezza invernale, a Les Murray, che in virtù della sua forza irsuta sembra uscito da una scena di Mad Max, a Iosif Brodskij, immerso nel caos della trasformazione che ogni poeta attraversa quando traduce se stesso. E a dispetto dell'eterogeneità degli oggetti su cui Walcott si sofferma, questa raccolta si fissa nella nostra mente come un'unica, folgorante immagine: merito, certamente, di una scrittura così intensa da rischiare a ogni riga di frammentarsi in lirica.
Titolo e contributi: La voce del crepuscolo / Derek Walcott ; [traduzione di Marina Antonielli ; a cura di Matteo Campagnoli]
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2013
Descrizione fisica: 280 p. ; 22 cm
Serie: Biblioteca Adelphi ; 601
ISBN: 9788845927676
Data:2013
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Montano Lucino | 810 Letteratura americana in inglese 818 wal | MI-22686 | Su scaffale | Disponibile | |
| Como | OO-N-11613 | CO-338581 | Su scaffale | Disponibile |