Abstract: È un luogo comune, trattando di Alessandro Manzoni, suddividere la sua opera tra un 'prima' e un 'dopo' la conversione; col rischio, non sempre evitato, di leggere tale opera come due momenti nettamente separati, confondendo, di fatto, lo 'scarto' che la conversione del 1810 comporta rispetto alla produzione precedente (1801-1809/10) con una netta 'cesura'. Con questo non si vuol certo diminuire l'enorme importanza dello 'scarto', sia sul piano personale, etico ed esistenziale sia, di conseguenza, su quello creativo, considerando che l'approdo alla fede comporta necessariamente l'esigenza di ricercare un nuovo linguaggio per le nuove prospettive tematiche. Si vuol solo sottolineare come in Manzoni il percorso - sia umano che compositivo - si presenti unitario, dai primi passi alle ultime opere; e come i vari momenti di cui si compone siano all'insegna di un continuo, sempre più sofferto approfondimento, che peraltro si manifesta anche nei costanti ritorni dell'autore su quanto ha appena consegnato alla pagina non solo scritta, ma addirittura edita (dall'introduzione di Ermanno Paccagnini).
Titolo e contributi: Il prodigio delle cose / Anna Achmatova ; a cura di Antonella Anedda ; [introduzione di Sergio Romano ; traduzione di Bruno Carnevali e Paolo Galvagni]
Pubblicazione: [Milano] : Corriere della sera , [2012]
Descrizione fisica: 231 p. ; 18 cm
Serie: Un secolo di poesia ; 25
ISBN: 9771974920137
Data:2012
Lingua: Russo (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
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