Abstract: In questo libro testimoniale, Mario Benedetti sembra volerci dire, con la sua sensibilissima e concreta parola, che una luce piana e discreta, una luce di umana verità, vive, sempre, anche nel dolore, nel senso acuto della perdita, nell'osservazione diretta o nel presagio stesso della morte. Utilizza elementi di un'esperienza personale radicata in luoghi e figure di una realtà intima e familiare, e li fa vibrare, nella loro semplicità materica e opaca, oltre i confini naturali, come emblemi vissuti di una condizione umana universale. Istituisce l'immagine di un suo doppio, di un sosia coinvolto nella cronaca infelice che si porta via nel tempo, o in un breve tempo, o in un tempo che è comunque sempre troppo breve, gli esseri umani che incarnavano i suoi maggiori legami affettivi, come la madie, il padre e un fratello, e riconduce tutto a un quadro di umile autenticità in cui si impara a vivere poveramente, in cui il primo attore o sosia riesce, o vi è costretto da necessità, a vedere nuda la vita. Nei suoi tremori, nei suoi umori cupi o risentiti, nella malinconia che lo pervade, pronuncia parole di saggezza persuasiva, di sofferta accettazione, affermando a malincuore che è comunque giusto che io non veda questo mai più. Il dissolversi delle umane cose implica, inevitabilmente, anche il loro allontanarsi nel già stato, nel passato, della morte, e dunque, anche, evapora il morire, mentre intorno l'inerzia dell'esistere prosegue il suo cammino nel continuo affaccendarsi.
Titolo e contributi: Tersa morte / Mario Benedetti
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 2013
Descrizione fisica: 86 p. ; 21 cm
Serie: Lo specchio. I poeti del nostro tempo
ISBN: 9788804630180
Data:2013
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)