Abstract: Ho cominciato a frequentare un santo prete, in quel tempo vicario, scomparso ancora giovane. Mi sono detto voglio essere come lui A quasi 20 anni sono entrato a Trento in un seminario per vocazioni adulte che venivano dal lavoro, ci sono stato 3 anni, frequentando in modo accelerato ginnasio e liceo, proprio negli anni del Concilio, del quale leggevamo a mensa i documenti mano a mano che si sfornavano. Anni splendidi pieni di vitalità e di cambiamenti. Lì ho maturato la mia vocazione missionaria. Un anno di Propedeutica nel Seminario di Como e poi 4 anni di teologia nel Seminario per lAmerica Latina a Verona. Anche lì una esperienza intensissima, con il passaggio di molti vescovi latino-americani, con esperienze di pastorale fuori dal Seminario. Erano gli anni del 68 e noi lo abbiamo vissuto a livello ecclesiale.Peccato che non cè lo spazio per raccontarli. Ordinato il 20 Giugno del 1971 e destinato alla Parrocchia di Fino Mornasco, dove ho lavorato soprattutto in un ghetto di immigrati di un paese della Calabria, con impegno sociale, scuola media serale accompagnato dai giovani della Fuci e altri volontari. Il 14 Febbraio1979 sono partito per lArgentina dove da anni la diocesi era impegnata in una missione. Era ancora il tempo del governo militare, con desaparecidos, mancanza di libertà. La diocesi di Santiago del Estero a 1000 Km al nord di Buenos Aires, è ancora una delle più povere dellArgentina. E lì un sacco di lavoro e un sacco di chilometri, le parrocchie che seguivo erano su una linea di 120 Km, una trentina di comunità. Abbiamo cercato di evangelizzare partendo dalla religiosità popolare, dalla realtà di Povertà. Formazione di comunità di base, catechesi familiare, molta diffusione della parola di Dio. E levangelizzazione ci impegnava molto anche nel combattere la povertà. Abbiamo costituito una cooperativa di donne che tessevano con telai primitivi, aiutandole nella commercializzazione. Ho dovuto costruire anche un bella chiesa, una decine di cappelle e una scuola materna per 250 bambini, anche se da giovane prete dicevo che io dovevo aiutare a costruire la Chiesa e non le chiese, ma è andata così.. Ho insegnato anche Dottrina Sociale della Chiesa nellUniversità Cattolica, cercando di creare un ponte con i poveri della campagna. Ho detto allinizio che bisognerebbe scrivere un libro per raccontare qualcosa di quello che Dio ha fatto in mezzo ai poveri... Su richiesta del Vescovo sono tornato in Italia il due febbraio del 2000, anche se mi sembrava che lesperienza non fosse conclusa. Dal settembre 2000 sono Parroco a Ponte Tresa, a 100 metri dalla Svizzera (la sua vicinanza mi perseguita dalla nascita). Un paese di 6000 abitanti con due parrocchie. La mia è molto nuova, non ha ancora 50 anni ed è formata par la quasi totalità di immigrati del Sud. Ho preso come motto dellevangelizzazione un brano della prima lettera di Pietro: Voi che un tempo eravate non-popolo, adesso siete il popolo di Dio. E anche qui, contrariamente ai miei principi di prete giovane, ho dovuto costruire
Titolo e contributi: Don Giorgio Quaglia [Videoregistrazione] : una vita per la missione : confesso che ho vissuto
Pubblicazione: [S.l.] : [s.n.], [200-?]
Descrizione fisica: 1 CD-ROM (80 min.) : color., son.
Data:200-
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Fino Mornasco | Multimedia 266 DON | FM-43986 | Su scaffale | Disponibile |