Abstract: Da sant'Agostino a Leibniz, da Voltaire a Hannah Arendt, l'idea del male minore ha percorso il pensiero morale occidentale, tra critiche e parodie. Oggi è entrata di prepotenza nella storia e nella pratica dei conflitti, nel diritto umanitario e nelle istituzioni che dovrebbero salvaguardarlo. Dalla carestia etiope del 1984 agli assedi israeliani in Palestina, dai bombardamenti intelligenti in Iraq alla guerra dei droni, gli apparati militari, il diritto internazionale, la politica e il mondo degli operatori umanitari stringono ambigue alleanze, in nome della definizione del minore dei mali possibili. E, come in un laboratorio, le vittime si trovano a essere calcolate, a tutela di un bene residuale, in base ai parametri accettabili di una violenza modulata e preventiva di un male maggiore. L'architetto e teorico israeliano Eyal Weizman dispiega la mappa degli orrori contemporanei, dei loro eufemismi e della paradossale strategia etica della necro-economia: guerre umanitarie, equazioni per il calcolo delle morti civili, vittime collaterali, distruzioni pianificate.
Titolo e contributi: Il minore dei mali possibili / Eyal Weizman ; traduzione di Nicola Perugini
Pubblicazione: Nottetempo, 2013
Descrizione fisica: 309 p. : ill. ; 20 cm
EAN: 9788874524082
Data:2013
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
Sono presenti 1 copie, di cui 0 in prestito.
| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Guanzate | 300-310 Scienze sociali e statistica 303.6 WEI | GU-35709 | Su scaffale | Disponibile |