Abstract: Facendo ricorso a strumenti filosofici, letterari, artistici e scientifici, questo libro rappresenta un primo tentativo di decostruire la categoria di specie. La tesi principale del volume è che ciò che costituisce la dicotomia gerarchizzante umano/animale non è un fatto di natura, un'operazione neutra e descrittiva, ma una decisione performativa, normativa e normalizzante, che produce ciò che la presuppone: l'Uomo (maschio, bianco, eterosessuale, adulto, normale, sano, proprietario e carnivoro) da una parte e l'Animale (l'insieme formato dai corpi che non contano dei non umani e degli umani animalizzati) dall'altra. Detto altrimenti, la specie è la favola che permette di legittimare il calcolo delle spedizioni che a sua volta naturalizza la narrazione favolistica delle proprietà speciali dell'Uomo. L'opposizione all'antropocentrismo si declina così nella revoca dell'idea che esista in natura un proprio dell'uomo e nella ricerca di quella faglia di vita im/trans/personale che percorre, fragile e gioiosa, il vivente sensuale. In un progressivo passaggio dal saggistico al narrativo, il libro invita a mettersi all'ascolto delle voci, a tratti disperate e a tratti felici, della moltitudine che passa e ad assumere la tenacia politica che non smette di provare a rendere possibile ciò che, a prima vista, appare impossibile.
Titolo e contributi: L'invenzione della specie : sovvertire la norma, divenire mostri / Massimo Filippi
Pubblicazione: Verona : Ombre corte, 2016
Descrizione fisica: 120 p. ; 21 cm
Serie: Culture ; 158
ISBN: 9788869480447
Data:2016
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Cadorago | 550-599 Scienze della terra, scienze della vita 599.93 FIL | CD-28838 | Su scaffale | Disponibile |