Abstract: Nel 1854 Propaganda Fide manda l'Istituto milanese ad annunziare il Vangelo in Bengala, che gli inglesi definivano la tomba dell'uomo bianco. I primi quattro missionari scrivono: Noi siamo come pigmei che debbono portare delle montagne. Indù e musulmani erano insensibili all'annuncio del Vangelo, la missione va agli aborigeni, i primitivi delle foreste, portandovi la scuola, l'assistenza sanitaria, l'agricoltura moderna e soprattutto la pace fra le varie etnie e tribù. Fra questi popoli disprezzati e considerati selvaggi nasce la Chiesa. Nel 1947 l'India diventa indipendente e nascono due stati, uno indù (India) e uno musulmano (Pakistan). Si sviluppa la seconda fase della missione: dare alla Chiesa locale solide strutture e propri vescovi, sacerdoti, suore, catechisti e laici inseriti come cristiani nella società moderna. L'ultima fase storica è quella che inizia nel 1980. La capitale Dhaka passa da un milione a 12 milioni di abitanti. Qui nasce il nuovo Bengala. Il Pime vi fonda quattro parrocchie, inizia a formare missionari bengalesi da mandare presso altri popoli e promuove il dialogo con l'islam moderato bengalese. In 155 anni (1855-2010) il Pime ha mandato in Bengala poco meno di 300 missionari ed ha fondato sei diocesi in India (Krishnagar, Jalpaiguri e Dumka-Malda) e in Bangladesh (Dinajpur, Khulna e Rajshahi).
Titolo e contributi: Missione Bengala : i 155 anni del Pime in India e Bangladesh / Piero Gheddo ; prefazione di Gian Battista Zanchi
Pubblicazione: Bologna : Editrice missionaria italiana, c2010
Descrizione fisica: 511 p., [16] c. di tav. ; 21 cm
Serie: Storia e vita missionaria ; 32
ISBN: 9788830718845
Data:2010
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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