Abstract: Tutte le confessioni religiose implicano un dentro e fuori culturale che non di rado diventa "o dentro o fuori". La pubblicazione delle lettere emanate dalle cancellerie di sultani e di papi del tempo di crociate e ğihād, mostra ampiamente e in modo "scandaloso" che i capi religiosi promuovono e incitano alla guerra con le stesse parole. Nel mentre del furore bellico, "eretici" e obiettori di coscienza, come peacemakers, si distanziano dalle politiche guerriere dei capi religiosi e prendono la strada dell'inclusione e del servizio umanitario, in palese alternativa all'inestinguibile pratica dell'inimicizia e della guerra. A Roma ancora oggi è visibile un mosaico (ca. 1210), opera unica in tutta la storia dell'arte, che mostra Cristo pantocratore che libera prigionieri cristiani e musulmani vittime di "guerre sante". Nel 2021, mentre ancora in modo blasfemo pretesti religiosi cercano appigli per alimentare esclusione e razzismo, Papa Francesco insieme al Grande Imam sunnita di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib e al Grande Ayatollah sciita Sayyid ʿAlī al-Husaynī al-Sīstānī, offrono motivi di speranza impegnandosi "On Human fraternity for world peace and living together". Il volume offre spazi per una riflessione odierna, collocandosi con una propria originalità nel campo del dialogo della vita: collaborazione e gesti concreti di tolleranza, giustizia e pace.
Titolo e contributi: Né crociata né ğihād : quando papi e sultani avevano lo stesso linguaggio di guerra / Giulio Cipollone
Pubblicazione: Il Mulino, 2021
Descrizione fisica: 621 p. ; 24 cm
EAN: 9788815293077
Data:2021
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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