Abstract: Il ritorno del re. A guardare la copertina di "Kiwanuka", dove il cantautore londinese di origini ugandesi appare bardato come un novello Carlo V, viene da aprire la recensione con questa pomposa citazione tollkieniana. Lungi da noi conferire a Michael Kiwanuka cotanto titolo nobiliare, che nella storia della musica black ha predecessori non solo illustri, ma anche difficili da associare a una personalità più misurata di quelle dei vari Michael Jackson o Prince, volendo scendere di un grado nobiliare. Giocare con il titolo che chiude la "Trilogia dell'anello" viene però comodo introducendo un disco certamente segnante per l'universo black, specie dalle parti delle sue costellazioni più raffinate e rispettose del passato, certamente affollate, ma anche piuttosto caotiche e disorganizzate, bisognose di nuovi fari, di personalità guida. Il presentarsi così impellicciato di Kiwanuka, l'intitolare il disco con il suo solo cognome hanno il sentore quindi di una presa di coscienza, e di responsabilità, proprio come avviene ad Aragorn, il re rinnegato dei libri che accetta finalmente il suo fardello e va a riprendersi Gondor. Non è dunque un caso che "Kiwanuka" sia il disco più nero del cantautore, dove le chitarre Floyd-iane di "Love & Hate", quasi estinte, lasciano maggior posto al calore del vecchio soul d'annata. Meno evidenti e sfacciate sono le prese di posizioni politiche, che però fanno da sottotesto costante, profondendo un egualitarismo raggiante e positivo.
Titolo e contributi: Kiwanuka / Michael Kiwanuka
Pubblicazione: [London] : Polydor, 2019
Descrizione fisica: 1 CD (51 min., 13 sec.) ; 12 cm + 1 fascicolo
EAN: 0602577952753
Data:2019
Lingua: Inglese (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Regno Unito
Sono presenti 1 copie, di cui 0 in prestito.
| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Olgiate Comasco | Multimedia INT KIW | OC-102667 | Su scaffale | Disponibile |