Abstract: Nadežda, in russo, vuol dire speranza, e mai come nelle Memorie di Nadežda Mandel’štam, sperare, nonostante tutto e contro tutto e tutti, è stato un imperativo e un insegnamento. Uscite per la prima volta clandestinamente dall’Urss negli anni Sessanta, e subito tradotte negli Stati Uniti, le Memorie della Mandel’štam, raccontano il dramma di una generazione intellettuale all’indomani della Rivoluzione: le illusioni prima, la paura poi, la menzogna come habitus mentale infine. Raccontano altresì gli anni Trenta dello stalinismo, quando un’intera generazione di narratori, critici, poeti, da Josip Mandel’štam a Anna Achmatova, due nomi per il tutto, viene ridotta al silenzio, alla deportazione, alla morte. Infine, gettano uno sguardo sullo sconvolgimento che la morte di Stalin provocherà in un Paese talmente asservito dal terrore dall’essere incapace di capire che cosa quella scomparsa possa significare. Sincerità d’accenti, semplicità tragica, dignità, humour fanno di queste Memorie un capolavoro senza tempo. Nata nel 1899, Nadežda Jakovlevna Kazina conobbe Osip Mandel’štam nel 1919 e lo sposò nel 1922. Dopo la morte del marito, trascorse il resto della sua vita a «salvarne» l’eredità poetica, mentre i capricci dello stalinismo la spostavano lungo i confini della patria. Anni Trenta. In una cerchia esclusiva dell'intellighenzia moscovita circola una poesia su Stalin, definito il montanaro del Cremlino, l'assassino, lo sbaraglia-mugicchi. L'ha scritta Osip Mandel'stam, una delle più importanti figure del Novecento letterario russo ed europeo. Una delazione, e inizia il viaggio del poeta nella vertigine stalinista. Arresto, carcere, confino. Sua moglie Nadezda gli resta vicina fino al secondo arresto, nel 1938. Poi il lager e la morte, in circostanze mai accertate. Questo libro di memorie, uscito nel 1970, è il tributo che la donna che fu per diciannove anni sua moglie e per quarantadue la sua vedova, dedica al destino di un'intera generazione di scrittori, maturata negli anni venti e poi stroncata dalle purghe staliniste del decennio successivo. Una commedia umana in cui si alternano avvenimenti e personaggi terribili e indimenticabili: l'onnipotente e onnipresente Stalin, Bucharin, il coraggioso Pasternak e l'affettuosa Anna Achmatova, Viktor B. Sklovskij ed Ehrenburg. E poi i tanti scrittori compromessi col potere, la folla di anime morte che rendono possibili le degenerazioni più aberranti del sistema. Su tutti Osip e Nadezda, che sarebbe diventata scrittrice a 65 anni per onorare fino in fondo la missione di custode della poesia del marito e della memoria della sua persecuzione. La testimonianza eccezionale di una intera generazione di scrittori e artisti, maturata rigogliosamente negli anni Venti e stroncata dalle epurazioni staliniane negli anni successivi.
Titolo e contributi: Speranza contro speranza / Nadežda Mandel’štam
Pubblicazione: Settecolori
Descrizione fisica: 2 volumi ; 20 cm
Data:2022
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia